Caro papà ti scrivo. Sono davanti alla tua medaglia d’argento, leggo e rileggo le motivazioni e questa volta in questo rito ho ascoltato una bella e semplice poesia di una 14enne. L’hanno letta in occasione di un incontro con il figlio di Giorgio Perlasca. L’iniziativa è servita a ricordare ed a rinvigorire la memoria. La trascrivo in corsivo:

Loro come giusti, loro forti come arbusti, loro come non violenti, loro come eroi tra le genti. Loro come protezione, loro come giusti di una nazione, loro come salvatori, loro come motori di una macchina ormai spenta oppure troppo lenta, la macchina della tolleranza che era rimasta senza speranza. Loro come unici pilastri di una casa in decadenza: la casa dell’accoglienza. Loro come unici nell’Universo hanno accolto il diverso. Loro rari come Perlasca aiutavano la gente fuggiasca. Loro come diamanti, con cuori come brillanti. Loro considerati bravi salvarono ebrei, rom e slavi considerati nemici dello stato in un tempo fortemente malato. A loro il nostro pensiero deve andare per poter ricordare e per non dimenticare

Come titolo ha usato una frase di Papa Francesco Isole di misericordia in un mare di indifferenza. Finché la scuola pubblica tiene, c’è ancora speranza. L’aver invitato il figlio di Perlasca è stato un segnale molto forte per questi ragazzi che hanno potuto riflettere sulla Resistenza e sui valori dell’impegno civico a tutti i costi. E’ il caso proprio di dire, meno male che la scuola pubblica c’è, e a Trani questa media Baldassare ha depositato un buon pezzo nel mosaico della memoria di una generazione di adolescenti.

Non si può dire la stessa cosa per la civica autorità, attualmente retta da un Commissario straordinario, proveniente da una qualsiasi prefettura. Generalmente si festeggiava il 25 aprile in villa, sul mare… Quest’anno invece, il Commissario mandato dal governo ha inteso mettere in piedi una cerimonia, proprio il 25 aprile di intitolazione del Comando dei vigili Urbani ad un vigile morto in servizio nel 1934 perché investito da un uomo in bicicletta, dando seguito ad una delibera di Giunta (presieduta dal citato non più sindaco) del novembre 2014. Il che ingenera confusione e sicuramente non rende onore alla ricorrenza del 70° della Liberazione.

Ora, e sto continuando ad accarezzare la tua medaglia d’argento, che il tempo rende sempre più lucida, cosa capiranno i ragazzi domani in città? Forse il Prefetto che parteciperà alla cerimonia ci spiegherà il nesso che ha spinto le autorità civiche alla scelta di questa data così significativa. E magari il primo maggio lo ricorderanno con una sfilata di moda o di macchine d’epoca o con la sagra del carciofo. Intanto tu vaga tranquillo nell’altrove che qui c’è solo da Resistere e per fortuna e grazie a voi i partigiani ci sono ancora e ci saranno sempre. Ti lascio un fiore come sempre…