Avviate le trattative tra Gianna Nannini e l’Agenzia delle Entrate per trovare l’accordo per saldare il debito con il Fisco della cantante senese, accusata dalla procura di Milano di evasione fiscale di 3 milioni e 750 mila euro. Il Gup Fabio Antezza, che ha depositato anche una memoria su richiesta della difesa della rock star, ha aggiornato l’udienza preliminare al prossimo 30 maggio così da consentire alla cantante di chiudere il contenzioso amministrativo per poi, eventualmente, poter presentare la richiesta di patteggiamento. La difesa della Nannini, l’avvocato Giulia Bongiorno, ha prodotto una serie di carte per far cadere alcune delle contestazioni con il conseguenze ridimensionamento delle accuse che un anno fa aveva portato al sequestro della villa in Toscana, a Siena. Il pm Adriano Scudieri ha contestato alla cantante gli articoli 2 e 5 del decreto legislativo 74/2000.

La Nannini è accusata di aver sottratto al fisco quasi 4 milioni di euro, negli anni tra il 2007 e il 2012, avendo schermato i guadagni ricavati da dischi e concerti con una società di diritto irlandese e una di diritto olandese, sfruttando la legislazione di paesi con una tassazione più favorevole rispetto a quella italiana. In questo modo le royalties che arrivavano alla sua società milanese, la Gng Musica srl, dalle case discografiche Sony e Universal, venivano in parte sottratte al Fisco. Una quota di evasione (126mila euro) sarebbe stata realizzata detraendo dalle dichiarazioni dei redditi costi “inerenti attività canora” che secondo l’accusa, stando ai primi risultati delle indagini della Guardia di finanza, sarebbero serviti non per i palcoscenici dei concerti ma per arredamento e decorazioni per il bosco di una casa che la Nannini possiede a Piacenza. Con una parte della somma evasa, la cantante avrebbe comperato anche un appartamento nel quartiere londinese di South Kensington.