Riprendono domani le lezioni per i 687 bambini della scuola primaria “Pessina” di Ostuni, l’istituto in cui la scorsa settimana si è verificato il crollo di un pezzo di intonaco dal soffitto ferendo due alunni e una maestra. Per gli allievi rimasti a casa qualche giorno, la campanella non suonerà nelle loro aule ma in cinque strutture diverse che l’amministrazione ha individuato per assicurare lo svolgimento dell’attività didattica. L’intero edificio del “Pessina” resta ancora sotto sequestro.

“Lunedì, grazie all’autorizzazione concessa dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro – spiega il sindaco Gianfranco Coppola – siamo entrati nella scuola e nella classe dov’è avvenuto il crollo per recuperare gli zaini, i libri, i quaderni, gli astucci dei ragazzi; i registri delle classi e il materiale informatico necessario alla segreteria della scuola. Siamo riusciti a portar fuori anche dei banchi indispensabili per ricominciare le lezioni”.

Il piano di sistemazione studiato dall’amministrazione dopo una serie di trattative con la Curia e sopralluoghi nelle strutture comunali, prevede la suddivisione della popolazione studentesca in edifici che già ospitano dei bambini. Nove classi della scuola dell’infanzia saranno smembrate in questo modo: due andranno presso il “Centro italiano femminile” che già opera nel settore dell’infanzia; altre due all’asilo nido comunale; le restanti cinque alla scuola “San Carlo Borromeo”.

In quest’ultimo istituto andranno anche le classi quinte e due prime. Il resto troverà posto facendo lezione nel pomeriggio presso il terzo circolo didattico della “Giovanni XXIII” dove saranno accolte le classi seconde e due terze e alla scuola media “Orlandini Barnaba” che aprirà le porte a sette classi sempre con il turno pomeridiano. Una soluzione che crea disagi alle famiglie e anche all’organizzazione: la stessa dirigenza e segreteria troverà posto al “San Carlo Borromeo” e da lì dovrà sovraintendere tutte le sezioni e il lavoro dei docenti.

L’amministrazione ha messo a disposizione una ludoteca per i bambini che frequenteranno le lezioni nel pomeriggio e che hanno entrambi i genitori che lavorano. Intanto oggi è arrivato a Ostuni il perito nominato dal tribunale che dovrà svolgere un delicato lavoro ma il sindaco ha le idee chiare su quanto avvenuto: “Ho fiducia e spero che l’azione giudiziaria questa volta sia veloce mirata e individui le responsabilità che ritengo ci siano. Vado avanti a testa alta. Ci sono avvisi di garanzia che pur non essendo una condanna indirizzano le indagini su chi doveva controllare e su chi ha eseguito quei lavori nel periodo che si riferisce tra il 2010 e il 2012”. Coppola è comunque convinto di riaprire la scuola “Pessina” a settembre.

Intanto domani slitterà la tanto annunciata conferenza stampa in cui doveva essere presentata l’anagrafe dell’edilizia scolastica. Il sottosegretario Pd, Davide Faraone, all’indomani del crollo di Ostuni aveva proclamato l’impegno del governo con tanto di data: “Il 22 aprile presenteremo l’osservatorio dell’edilizia scolastica e l’anagrafe. Per la prima volta nella storia i cittadini italiani saranno nelle condizioni di sapere qual è la situazione dell’istituto dove portano a scuola il loro bambino”. Gli italiani dovranno aspettare. Secondo voci raccolte nei corridoi del Miur sembra che le Regioni non abbiano completato la raccolta dei dati necessari e abbiano chiesto altro tempo. Difficile per ora prevedere quanto.