La lotta all’amianto si combatte con i droni. A Fidenza, nel parmense, ci penserà la tecnologia in volo a mappare il territorio comunale per individuare la presenza non solo del materiale che dal 1992 è vietato per la sua natura cancerogena, ma anche per determinare gli sprechi di energia attraverso le emissioni dai tetti degli edifici pubblici e privati.

Il progetto sperimentale, che ha un costo totale di 30mila euro, è unico nella regione Emilia Romagna e sarà utilizzato per la prima volta dal Comune fidentino, anche se ha già suscitato l’interesse dell’Anci e dell’ente di via Aldo Moro per possibili ulteriori sviluppi. Partner dell’iniziativa sarà AeroDron Srl, start up parmense leader nel settore delle riprese a bassa quota che ha già esperienza nel campo del monitoraggio delle aree a rischio idrogeologico. La società integrerà con le rilevazioni dei droni i dati acquisiti dai voli aerei effettuati dalla Cgr (Compagnia generale di ripreseaeree), azienda di riferimento nel settore pubblico e privato nelle acquisizioni e nel trattamento delle informazioni territoriali.

L’obiettivo è quello di fornire al Comune attraverso le foto aeree scattate dai robot volanti una mappa da cui partire per programmare lo sviluppo della città e del territorio nei prossimi anni. “Avremo una solida base scientifica da utilizzare negli interventi di riqualificazione urbana previsti nel Psc, con le opportune misure di sostegno”, ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giancarlo Castellani, illustrando il progetto insieme all’amministratore delegato di AeroDron, Giorgio Ugozzoli.

Il piano di azione si svilupperà in tre anni: nel primo, si mapperanno le superfici in cui è presente l’amianto. Questa fase iniziale consentirà di identificare dall’alto attraverso le immagini multi spettrali catturate da Cgr tutte le coperture dell’area urbana in cui si rilevano tracce del materiale. Una volta censita l’area, si proseguirà con una verifica attraverso i droni e a terra sui casi dubbi e sul 15 per cento delle coperture, in modo da avere un quadro della situazione chiaro entro l’estate.

Nel secondo anno il programma prevede di concentrarsi sulla dispersione termica della città durante la stagione invernale, mentre nel terzo si effettuerà uno studio dell’isola di calore durante l’estate. Per quanto riguarda gli sprechi energetici, i droni acquisiranno informazioni spettrali all’infrarosso, producendo migliaia di immagini digitali del territorio comunale, sempre associandole alle immagini catturate dai voli Cgr. In questo modo sarà realizzata una vera e propria mappa delle dispersioni di singoli edifici o interi quartieri, attraverso cui verranno segnalate le principali situazioni di inefficienza termica.

“L’acquisizione di dati scientifici chiari serve per programmare interventi di riduzione degli sprechi energetici e le scelte conseguenti per una migliore pianificazione urbanistica – ha commentato Castellani – Questo progetto conferma la volontà dell’amministrazione di rendere il Paes (Piano di azione per l’energia sostenibile) un obiettivo rilevante”.