“L’assessore Paita la sera del 9 ottobre 2014 doveva dare l’allerta. Era sua responsabilità politica. Ed è strano che nessuno della Protezione Civile regionale (che aveva diffuso rassicuranti informazioni sulla situazione meteo, ndr) sia stato rimosso dal suo incarico”. Sergio Cofferati risponde così alla autodifesa (“Non spettava a me dare l’allarme, ma ai tecnici”) della candidata Pd alla presidenza della regione Liguria, raggiunta da un avviso di garanzia per aver omesso di lanciare l’allerta-alluvione. La procura la indaga in concorso con Gabriella Minervini, dirigente del dipartimento ambiente, anche per disastro e omicidio colposo. Replica Paita: “Cofferati è uno sciacallo – dice a Ilfattoquotidiano.it – anche se lo sciacallo approfitta di una situazione vera. Mentre lui approfitta di una situazione infondata. Ma non ho trovato altri sinonimi”. Controreplica di Cofferati: “Per antica abitudine non replico mai agli insulti. Il suo è il tentativo di sfuggire alle proprie responsabilità politiche”. Cofferati aveva ipotizzato lo sviluppo giudiziario a carico di Paita fin dai giorni successivi alla drammatica alluvione. “Non poteva essere diversamente – conferma ora – L’alluvione ha provocato un morto e danni ingentissimi. Non si scherza con queste tragedie”.

Cofferati non si ferma qui: “Il lavoro della magistratura va rispettato senza intromissioni, e la cosa riguarda anche il cardinal Bagnasco che in qualità di presidente della Cei avrebbe dovuto astenersi dal formulare esternazioni fuori luogo, che si prestano ad interpretazioni le più varie”. Bagnasco si era speso in un pubblico endorsement per Paita, formulando dubbi sulla tempistica dell’avviso di garanzia che aveva raggiunto la candidata del Pd. “Le parole del cardinale le avevo lette sulle agenzie di stampa e le ho ascoltate nella registrazione diffusa da Primocanale, quindi non vedo come Bagnasco possa dire di essere stato travisato. Le sue frasi gettano un’ombra sul lavoro della magistratura e mi hanno suscitato una sgradevole sensazione“.

Se mai è esistito, fra Sergio Cofferati e Raffaella Paita il tempo della cavalleria è dunque finito. L’ex segretario della Cgil, sconfitto alle primarie del Pd dalla quarantenne politica spezzina, è uscito dal partito democratico, ha incoronato Luca Pastorino alla guida di uno schieramento di sinistra, alternativo alla Paita, e ora attacca a tutto campo l’ex rivale. Paita replica a muso duro. Lo scambio di bordate arroventa una campagna elettorale che promette di proseguire al calor bianco, su tutti i fronti.

Anche nel merito delle scelte politiche della sua ex rivale, Cofferati avanza critiche pesanti: “La giunta e l’assessore Paita non possono sfuggire alle proprie responsabilità politiche rispetto a quanto non è stato fatto o è stato fatto male nel periodo 2011-2014, fra le due disastrose alluvioni che hanno devastato la città di Genova. Le ingenti risorse a disposizione per mettere in sicurezza il Bisagno e il Fereggiano sono state spese soltanto in parte. Se fossero state impiegate a dovere i danni dell’ultima alluvione sarebbero stati meno ingenti. Paita dovrebbe anche spiegare perché durante lo stesso periodo la Regione ha varato una norma che (in deroga alla legge nazionale che fissa a dieci metri il limite sotto il quale non è possibile costruire sulle sponde di fiumi e torrenti), diminuisce questo limite a soli tre metri. E’ un argomento del quale non parla mai e che neppure il gruppo dirigente del Pd ritiene di dover motivare”. Anche su questo fronte, Paita controreplica: “Cofferati dimentica che la norma dei tre metri venne approvata quando assessore all’ambiente era Renata Briano, oggi europarlamentare cofferatiana. Grazie a questa norma la tutela del territorio viene aumentata non diminuita, poiché la deroga non vale più indiscriminatamente ma soltanto nei centri urbani e fuori dalle zone di pregio e con specifica autorizzazione della Regione. Inoltre la disposizione impedisce la tombinatura dei corsi d’acqua. Si può migliorare, ma è un passo avanti rispetto al passato”.

Articolo aggiornato da redazione web alle ore 14 del 21 aprile 2015