E’ attesa a giorni l’intesa tra Stato e Regioni sulla ripartizione dei tagli miliardari alla sanità previsti dalla legge di Stabilità per il 2015. Mentre il governo si prepara a rivedere il sistema dei ticket chiedendo anche ai malati cronici di contribuire alle spese per i farmaci. Ma già oggi gli italiani sono tutt’altro che soddisfatti dalla copertura che il Servizio sanitario nazionale garantisce sul fronte della fornitura di medicinali: il 35% la giudica insufficiente e la percentuale sale al 54% tra le persone meno istruite. E’ uno dei risultati dell’edizione 2015 del Monitor biomedico, indagine su comportamenti, aspettative e problemi dei cittadini italiani rispetto alla salute condotta dal Censis. Il 79% del campione ritiene poi che troppe medicine per patologie gravi siano a carico dei pazienti e l’83% pensa che il ticket penalizzi le persone malate.

Proprio nel momento in cui l’esecutivo si appresta a sancire che i pazienti con possibilità economiche dovranno contribuire di più di tasca propria, il 58% dei cittadini dichiara poi di aver aver già visto salire, negli ultimi anni, le uscite per la sanità. E il 65% indica proprio i farmaci come voce di spesa in aumento. Risultato: in un contesto di redditi in calo, il 27,6% ha ridotto gli acquisti. Non è un caso se dall’ultimo rapporto sulla povertà sanitaria del Banco farmaceutico emerge che 410mila cittadini si sono rivolti alla fondazione per avere medicine gratis.

Resta poi irrisolto, si legge nel Monitor, il problema della sostenibilità dei costi a carico del Servizio sanitario per i farmaci innovativi. Emblematico il caso dell’anti-epatite C Sofosbuvir: il costo di un ciclo terapeutico è pari a 37mila euro per le strutture pubbliche, ma lo stanziamento aggiuntivo del governo è stato finora di circa un miliardo di euro per due anni, sufficiente per 50mila malati rispetto a una platea complessiva stimata in circa 1,5 milioni di persone che hanno contratto il virus e a oltre 300mila malati conclamati.