Continuano gli sbarchi in Sicilia, in una settimana in cui si sono già registrate due tragedie del mare. Sono arrivati al porto Marconi di Messina 454 profughi dalla nave militare “Driade”: tra loro ci sono 50 minori, 2 neonati e 8 donne incinte. I controlli sanitari hanno riscontrato 50 malati di scabbia e 2 di malaria piretica, alcuni migranti verranno ospitati nei centri della città mentre altri verranno trasferiti altrove.

Un’altra nave con a bordo 93 migranti somali è arrivata al porto di Palermo. Ad attenderli all’arrivo anche il sindaco Leoluca Orlando e il Prefetto Francesca Cannizzo, per seguire da vicino le operazioni. Sono 71 uomini, 19 donne, di cui una incinta, e 3 bambini. Erano a bordo della nave mercantile Zeran che, con equipaggio polacco, batteva bandiera maltese. Tre persone riportavano problemi di salute e sono subito stati trasferiti in ospedale. Le motovedette della Capitaneria di Porto hanno portato a terra i migranti al molo Quattro Venti dove sono stati sottoposti a un primo controllo sanitario  da parte dei medici dell’Asp 6 prima di essere accompagnati nei centri di accoglienza accreditati.

Intanto continua il lavoro delle forze dell’ordine e delle procure per arrestare chi organizza queste traversate. Un senegalese di vent’anni, Da Mbao, è stato arrestato con l’accusa di essere lo scafista responsabile degli sbarchi avvenuti a Trapani dopo il naufragio dello scorso 12 aprile dell’imbarcazione su cui si trovavano i profughi a circa 80 miglia dalle coste libiche. L’uomo avrebbe guidato, alternandosi con un’altra persona ancora ignota, l’imbarcazione di legno di circa 20 metri partita dalla città di Zoara con a bordo 500 migranti di diverse nazionalità rovesciatasi a causa di una tentata manovra di avvicinamento ad un mercantile. In seguito ai soccorso curati dalla Nave “Bersagliere” della Marina Militare sono state messe in salvo 150 persone, che hanno poi raggiunto il porto di Reggio Calabria. Qui Squadra Mobile di Reggio Calabria ha ascoltato alcuni dei sopravvissuti al naufragio che raccontano di essere partiti alla volta dell’Italia pagando ad un’organizzazione criminale di stanza in Libia somme di denaro oscillanti tra 500 ed i 1000 dinari a persona. Sono alcuni dei naufraghi ad aver riconosciuto lo  scafista a causa di un problema fisico: ha infatti una gamba sola. La Procura della Repubblica di Trapani ha emesso il provvedimento di fermo a firma del Procuratore Marcello Viola e del pm Marco Verzera. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in concorso con ignoti.

Anche a Cagliari due scafisti sono stati fermati dagli agenti della Squadra Mobile che hanno individuato tra gli 82 migranti soccorsi dalla petroliera Rizopon  il 15 aprile scorso nel canale di Sicilia. I due trentacinquenni nigeriani, Judel Okwude e Peter Hsaitania, sono accusati di aver guidato il gommone che tentava di raggiungere le coste italiane.