Sono circa sessanta le fondazioni politiche in Italia, qualcuno le definisce le nuove correnti partitiche fuori dal Parlamento. Ma si contano sulle dita di una mano quelle che rendicontano tutto online. Tra queste non c’è di sicuro la Aspen di Giuliano Amato. All’ex presidente del Consiglio proviamo a chiedere un parere sulla necessità di trasparenza dopo le inchieste di Ischia e Mafia Capitale, a margine della presentazione del libro di Aldo Cazzullo alla Feltrinelli di Galleria Colonna a Roma. “Amore mio, non può chiedermi queste cose. Non rispondo, sono un giudice della Consulta e non entro in questioni politiche”, risponde. “Ma lei ci fa o ci è, capisco che per lavoro si devono fare cose sgradevoli, ma lei le sta facendo”, replica ancora Amato alle domande. “Più trasparenza delle fondazioni politiche”, a chiederla è stato invece il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone. Ma per Massimo D’Alema, finito nel mirino dei giornalisti per i suoi rapporti con la Cpl Concordia, “è fascismo impedire finanziamenti privati e pubblici”. Poi, durante la presentazione, rivolgendosi alla platea, Amato lancia una frecciatina, probabilmente, a Matteo Renzi: “Ecco quanti libri leggeva un dirigente politico quando erava giovane, di più dei tweet che sono il massimo delle loro letture”  di Irene Buscemi