Sì a un intervento della Regione Emilia Romagna per sostenere i costi delle maxi bollette Enel recapitate agli sfollati che, a tre anni dai terremoti del maggio 2012, vivono ancora nei container abitativi, purché si utilizzino i fondi già stanziati per la ricostruzione. Arriva direttamente dal governo il via libera, per la struttura commissariale guidata dal governatore Pd Stefano Bonaccini, a farsi carico dei consumi elettrici dei terremotati emiliano romagnoli residenti nei map, i moduli abitativi provvisori. Acquistati al risparmio dalla precedente giunta regionale proprio per via della loro temporaneità, in una logica di compressione dei costi che però si è tradotta in bollette Enel salatissime: tranche da 1.500, 2.000, anche 3.000 euro di utenze da pagare per ciascuna famiglia sfollata. Se, infatti, l’ex assessore regionale allo Sviluppo Economico, Gian Carlo Muzzarelli, aveva liquidato la questione dichiarando che “le bollette delle utenze dovranno essere pagate da tutti”, la risposta all’interrogazione presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi sul tema, da parte del viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, “per quanto di competenza, non ci sono osservazioni circa l’adozione di un’iniziativa per sostenere i costi dei maggiori consumi elettrici dei map laddove possano essere coperti con le risorse già stanziate dal decreto legge n. 74 del 2012”, riapre la discussione. Lasciando all’attuale assemblea regionale la possibilità di cambiare rotta rispetto alla precedente giunta, e di intervenire senza alcuna obiezione da parte del governo nazionale.

Collocati nelle periferie dei Comuni maggiormente colpiti dai terremoti del 20 e del 29 maggio 2012 per ospitare quanti avevano perso la casa in seguito alle scosse, i map, o moduli abitativi provvisori, che l’attuale giunta regionale vorrebbe smantellare entro quest’anno, del resto, si sono sin da subito rivelati dispendiosi in termini di consumi, oltre che poco agevoli tra topi, freddo e le infiltrazioni d’acqua in caso di precipitazioni troppo abbondanti. La scarsa coibentazione dei container, infatti, fa sì che i residenti debbano utilizzare eccessivamente gli elettrodomestici, che però sono tutti alimentati a energia elettrica: dalla lavatrice ai fornelli, dal riscaldamento al climatizzatore. Il risultato è che i costi si sono rivelati più alti rispetto a quelli che le famiglie sfollate avrebbero dovuto sostenere in una qualsiasi abitazione. A optare per questa particolare tipologia di container era stata la giunta guidata dall’ex presidente della Regione Vasco Errani, poi dimessosi in seguito a una condanna in appello per falso, come raccontato al fattoquotidiano.it dall’ex consigliere Pd Gabriele Ferrari: “La scelta dei moduli è dovuta al fatto che la si è sempre pensata come una soluzione temporanea, che doveva essere il più a breve termine possibile, quindi abbiamo cercato di spendere il meno possibile”.

In più di una occasione, quindi, i terremotati si erano rivolti alla Regione per chiedere un aiuto per far fronte ai costi esorbitanti dell’utenza elettrica: “I soldi per pagare non li abbiamo – spiega Massimo Vignola, coordinatore del comitato residenti dei map di Cento (Fe) – ma non è colpa nostra se i conti sono così salati”. All’istanza, tuttavia, era corrisposto il ‘no’ della struttura commissariale: “È un tema di equità — diceva Muzzarelli — chi vive nei container e ha i soldi, le deve pagare, gli altri si rivolgano ai servizi sociali. Lì in mezzo c’è chi subaffitta, chi si è venduto una parte dei mobili, e ha l’auto di lusso in garage”. Cambiata la giunta, però, il Movimento 5 Stelle, il primo a impugnare le maxi bollette per chiedere alla Regione di farsi carico dei consumi eccessivi dei map, torna a chiedere un intervento dell’ente locale. “Il governo ci ha dato ragione – sottolinea Ferraresi – la scelta della regione Emilia Romagna di acquistare baracche senza alcuna caratterizzazione energetica al solo scopo di risparmiare non può essere addebitata ai terremotati che hanno perso la casa. Ci aspettiamo che Bonaccini ora si assuma la responsabilità dell’errore commesso dalla precedente Giunta nella scelta dei map quale soluzione all’emergenza degli sfollati, che nel più breve tempo possibile si trovino soluzioni alternative e che nel frattempo si paghino i maggiori costi delle bollette elettriche”.