“Nessuna ritirata, combattiamo”, è quanto promette Pierluigi Bersani sull’Italicum dopo la drammatica direzione del Pd di ieri che ha visto le dimissioni del capogruppo alla Camera Roberto Speranza. Ma non tutti sembrano così temerari. “Se vince la maggioranza accetteremo la decisione del gruppo, nessuno ha intenzione di lasciare il Pd”, afferma il deputato Davide Zoggia. Ma il collega Alfredo D’attore ha una posizione più netta. “Se la minoranza non vota contro perde credibilità, stavolta servono atti conseguenti alle parole di questi giorni o i cittadini non capirebbero”, afferma il deputato dem pronto a proporre i suoi emendamenti in Commissione. “L’ipotesi assurda della fiducia in Aula rimane, io ho questo spazio e ci resto, non mi dimetto volontariamente”, aggiunge. E poi ancora: “Non esco dal Pd, ma è il Pd a uscire dalla sua storia, dalla sua identità, ormai tutti questi strappi richiedono un congresso straordinario dopo le regionali per chiedere il parere degli elettori su decisioni mai discusse”. “Non vogliamo passare alla storia come quelli che hanno votato una legge simile al porcellum, abbiamo tutti fretta, ma non facciamo gli errori del centrodestra nel 2006 – specifica Francesco Boccia – c’è ancora margine di discussione, utilizzeremo ogni spazio”. Il presidente della Commissione bilancio però non dà certezze sul suo voto nel caso il testo dovesse rimanere tale. “Sono stato scelto grazie alle primarie, chiederò un parere al mio territorio e poi farò una valutazione” chiosa  di Irene Buscemi