L’idea le è venuta in ufficio, mentre compilava l’ennesimo formulario dei rifiuti per sbarazzarsi del “cocciame” e della marmettola: gli scarti del marmo che la BLC Carrara – la ditta di famiglia – produce a tonnellate. “Mi sono chiesta: ‘Perché non ricicliamo questi pezzi che nessuno vuole e non diamo loro una seconda occasione trasformandoli in qualcosa di bello e utile?’”. E’ così che Sara Cima, 28 anni di Pietrasanta, ha iniziato a “collezionare” quelle parti di marmo che non sarebbero mai partite dalle Alpi Apuane per andare a decorare gli interni di lusso di case o palazzi di tutto il mondo, e ne ha fatto oggetti di arredamento.

“Perché il marmo – spiega – non è solo lusso ed esclusività, in sé racchiude valori storici e nozioni tecniche trasmessi e conquistati dagli artigiani nel corso degli anni che vale la pena scoprire sotto altre forme”. C’è questo alla base di Bloc, marchio creato insieme al collega Massimo Ciuffi, per rendere tangibile quel principio e dare vita a tavoli, specchi, sedute e altri completi di arredo, racchiusi in “Marmo Domestico”: la prima collezione di Bloc realizzata grazie alla collaborazione tra i laboratori locali specializzati nella lavorazione del marmo e due designer Thevoz-Choquet (CH) che hanno reinterpretato questi oggetti in modo moderno, minimalista, essenziale, ma senza privare il pregiato materiale delle sue origini “aristocratiche” e delle sue forme classiche.

“Non tutti i pezzi della collezione provengono da scarti, ma abbiamo fatto il possibile per riutilizzare scaglie e blocchi informi per conservare il principio del riciclo”, spiega Cima. La collezione verrà presentata per la prima volta alla design week di Milano in occasione del fuori salone del mobile, giovedì 16 aprile negli spazi della rivista Alla Carta (viale Gorizia 12), dalle 10 alle 18, fino al 19 aprile. “Questi oggetti vogliono essere un omaggio a tutti coloro che a Carrara lavorano nel settore del marmo, dal cavatore all’artigiano, per portare anche a Milano le tradizioni locali che rendono unico il nostro territorio. Il marchio – conclude Cima – nasce proprio per valorizzare le nostre realtà e le eccellenze del made in Italy”.