Il decreto anti-terrorismo è legge. Grazie anche ai voti di Sandro Bondi e Manuela Repetti, i senatori che hanno lasciato pochi giorni fa Forza Italia in polemica con il partito. I parlamentari, ex fedelissimi di Silvio Berlusconi, hanno votato la fiducia al governo di Matteo Renzi. Mentre nel Partito democratico la tensione è sempre più alta con la minoranza che chiede modifiche al testo sulla legge elettorale e al ddl riforme, il presidente del Consiglio trova due nuovi alleati a Palazzo Madama: la coppia Bondi e Repetti. Il poeta di Fi e compagna se ne sono andati con già in testa l’idea che quella del (ex) rottamatore di sinistra fosse l’unica via percorribile: “E’ una sinistra per la prima volta moderna”, ha dichiarato la Repetti poco dopo lo strappo. Detto fatto: dopo essere stati sbattuti fuori dal cerchio magico berlusconiano e dopo essersene andati fuori dal partito, ora lo sguardo è solo per il leader Pd.

Il Parlamento italiano è campione nel collezionare cambi di casacca: da destra a sinistra, dal Movimento 5 Stelle al Gruppo misto “si viene e si va” nemmeno si fosse in un albergo. Nella diciassettesima legislatura a fare il grande salto e passare dall’opposizione (o presunta tale) al sostegno al governo sono stati, tra gli altri: al Senato Lorenzo Battista (da M5s a Gruppo autonomie) e Fabiola Anitori (da M5S a Ncd) o Paolo Naccarato (da Gal al Pd), alla Camera Gennaro Migliore (da Sel al Pd) e la coppia Tommaso Currò-Alessio Tacconi (da M5S a Pd).

A favore del provvedimento anti-terrorismo oggi si sono espressi 161 senatori, 108 contrari, un astenuto. Il decreto legge approvato dal Senato in ultima lettura prevede misure urgenti antiterrorismo e la proroga delle missioni internazionali. Il provvedimento rafforza la normativa penale in materia di terrorismo internazionale e affida al Procuratore nazionale Antimafia il coordinamento delle inchieste sul terrorismo. Tra le misure approvate, la pena della reclusione da cinque a otto anni per il delitto di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale e l’inserimento, nel codice penale, del nuovo delitto di ‘organizzazione di trasferimenti per finalità di terrorismo’ che mira a colpire i cosiddetti i ‘foreign fighter’ con la reclusione da cinque a otto anni. Reclusione dai cinque ai dieci anni, invece, per i ‘lupi solitari’ che progettano attentati in Italia.

L’articolo 2 del decreto mira a combattere il terrorismo sul web: l’uso della rete e di strumenti informatici per perpetrare reati di terrorismo (in caso di arruolamento o propaganda, ad esempio) diventa un’aggravante che comporta l’obbligo di arresto in flagranza ed è previsto l’obbligo per la polizia postale e delle comunicazioni di tenere aggiornata una black-list dei siti internet che vengano utilizzati per la commissione di reati di terrorismo, che dovranno essere oscurati. Il personale militare impegnato all’estero diminuisce, passando da 4207 a 3650 unità. Viene infine prorogato fino al 30 giugno 2015 il Piano di impiego operativo sull’utilizzo di un contingente militare per il controllo del territorio, incrementandolo di milleottocento uomini a fini di prevenzione del terrorismo. Un ulteriore contingente militare di seicento unità garantirà i servizi di sicurezza del sito Expo 2015.