Concerti rock, jazz e di elettronica tra le stanze di un museo. Accadrà dal 16 aprile al 25 giugno 2015 ogni giovedì sera alle 19.30 nel grandissimo salone del Museo della Storia di Bologna per Artrockmuseum. Dieci live di grandi musicisti della scena italiana, rigorosamente unplugged e gratuiti, in uno spazio museale che sta facendo della sperimentazione culturale un vezzo cittadino. Stato sociale, Beatrice Antolini, Emidio Clementi, Marianne Mirage, A Toys Orchestra, Petrina, e altri nomi della scenda indie del momento saranno i protagonisti di un esperimento originale che ha precedenti fuori dall’Italia, ma non in altre città italiane: “Questo è un fatto che all’estero succede abitualmente, nelle grandi capitali europee ci sono perfino musei che commissionano lavori ai giovani musicisti per poi avere la prima esecuzione lì”, spiega Pierfrancesco Pacoda, l’ideatore della rassegna. “Parliamo di una dimensione unica irripetibile – continua il critico musicale – il Museo della Storia lo ritegno il posto ideale per dare voce e visibilità ad una nuova scena sonora. Non saranno concerti canonici, ma veri e propri show case che avranno al loro interno anche momenti di dialogo, confronto e riflessione con i singoli artisti”. Lo spazio museale dove sono esposte le tappe fondamentali della storia bolognese, tra pannelli, ricostruzioni medievali, libri, armi e cimeli antiche di decine di secoli, offre accoglienza in un enorme salone con scalinate centrali trasparente e propone una sfida curiosa: la presenza di un pianoforte vittoriano a coda, uno Steinway & Sons, modello B stile 2, costruito nel 1878 a New York che staziona nel grande salone fin dal giorno dell’apertura del museo un paio d’anni fa, e che diventerà  parte integrante delle esecuzioni live dei singoli e dei gruppi.

“Sono qui in avanscoperta per la prima volta”, racconta Francesca Pizzo dei Melampus, il duo di musica elettronica che suonerà il 23 aprile. “Cerco di capire lo spazio che ci ospiterà. Ci mettiamo in gioco, in un set alternativo che non consente i volumi di un live. E’ un ambiente insolito. Per noi una sfida”. “Anch’io provo a capire bene cosa riuscirò a fare”, aggiunge Beatrice Antolini. “Dovrò ridurre all’osso tutta la mia voglia di arrangiamenti che uso nei miei concerti. Soffrirò moltissimo, ma sarà una bella sfida”. Il prevedibile scontro tra antico e moderno, tra luoghi imbalsamati della cultura e anelito vitale della musica, si stempera fortemente, anzi rimane un accostamento della memoria novecentesca, per diventare addirittura un’inedita opportunità per gli artisti, come se un museo fosse lì pronto da sempre per ospitare concerti: “Oramai mancano luoghi fisici dove vendere i cd prodotti – continua Pacoda – e con la collaborazione del Museo della Storia il bookshop diventerà temporaneamente una vetrina dove acquistarli”. “Sono un neofita, ma verrò il più possibile per ascoltare nuovi suoni”, aggiunge il presidente di Genus Bononiae Musei della città, il melomane Fabio Roversi Monaco.

Si inizia il 16 aprile proprio con la Antolini che presenterà diversi brani dall’album appena uscito, Beatitude. Il 23 tocca ai Melampus; mentre il 30 aprile arriverà la nuova scoperta della Sugar di Caterina Caselli, Marianne Mariage. Il 14 maggio è il turno di Teo Ciavarella, Simona Eugenelo e Massimo Tagliata; mentre il 21 sarà Suz in un inedito trio con Valerio Pontraldolfo al sax tenore e Nico Menci al piano, a presentare l’ultimo disco Lancework. Il 28 maggio Emidio Clementi, Corrado Nucini e Emanuele Reverberi metteranno in scena il reading concerto dedicato ad Emanuel Carnevali. Il 4 giugno ci sarà Petrina probabilmente in duo con Paolo Fresu; l’11 la …A toys Orchestra; mentre per il 18 e il 25 sono previsti i live dedicati alle due etichette discografiche: Trovarobato e Garrincha Dischi. In quest’ultima serata sarà presente la band degli Stato Sociale. L’iniziativa è in collaborazione con Radio Città del Capo e l’Accademia delle Belle Arti di Bologna, i cui allievi del corso di Linguaggio audiovisivo gireranno i video dei concerti.