Strutture fatiscenti, mancanza di spazi adeguati, computer vecchi, personale amministrativo insufficiente. E non è tutto. A questo si aggiunge il degrado: rottami lasciati nei sottoscala, crepe nei muri, presenza di topi, casi di legionella, montagne di fascicoli ammassati nei corridoi. È l’elenco, lungo, che la Giunta Anm (Associazione nazionale magistrati) di Roma e Lazio sta denunciando da quando s’è insediata, a novembre 2013. Siamo nella città giudiziaria di Roma di piazzale Clodio, sede del tribunale penale e del lavoro. “Dobbiamo smarcarci tra rifiuti di ogni tipo, ammassati nei sottoscala. Condizioni non degne di un paese civile”, dice Costantino De Robbio, Gip del tribunale penale e componente della Giunta. Le immagini che ci sono pervenute mostrano spazi incustoditi, migliaia di faldoni destinati all’archivio, contenenti procedimenti penali posti in uno stanzone aperto, alla portata di chiunque. Persino le porte delle stanze in cui vengono smistati i fascicoli per i procedimenti in corso sono spalancate e accessibili a tutti. E se al tribunale penale un minimo di controlli all’ingresso sono effettuati, discorso a parte vale per il tribunale civile in cui non ci sono neanche le guardiole e i metal detector. I magistrati segnalano una carenza cronica di spazi ricordando il caso, recente, in cui un giudice ha dovuto studiare l’udienza in un bagno. “Un clima – dice Giacomo Ebner, Gip romano e presidente della giunta Anm Roma e Lazio – che può sfociare in attacchi verbali e, in qualche caso, anche fisici, come è successo al tribunale di Cassino dove, un detenuto ha aggredito un collega con una ‘testata’ dopo una sentenza di condanna nei suoi confronti”. Manca di spazi, ma anche di personale amministrativo: “I concorsi risalgono al secolo scorso – aggiungono i magistrati – e ogni anno dobbiamo rideterminare la pianta organica a ribasso”. A questo si aggiunge un altro paradosso: “E’ stato lanciato il processo civile telematico – ricorda Ebner –, ma per l’informatizzazione dei procedimenti c’è un solo addetto informatico per 900 magistrati”  di Loredana Di Cesare, riprese e montaggio Samuele Orini