Altro che la nota o la sospensione. Venticinque studenti della scuola enologica “Cerletti” di Conegliano, in provincia di Treviso, da stamattina “pagheranno” il loro atteggiamento da bulli, facendo volontariato agli anziani a Casa Fenzi.
La dirigente della scuola, Damiana Tervilli, in accordo con i genitori ha scelto come “punizione” questo singolare provvedimento che suona come una sorta di affidamento ai servizi sociali. Una “lezione” decisa per tutti i venticinque studenti della seconda classe dell’istituto, colpevoli di aver sbeffeggiato, quasi al limite dello sberleffo, i loro insegnanti. Nella maggior parte dei casi sarebbe scattata una nota, un colloquio con i genitori oppure un provvedimento di sospensione che avrebbe costretto i ragazzi a restare a casa da scuola. Nulla di tutto ciò.

La preside ha scelto un’altra strada, la più educativa: passare quattro ore al giorno, per una settimana, a turno, in una casa di riposo. Nulla di imposto ma tutto condiviso con i genitori dei ragazzi, sia di coloro che sono ritenuti responsabili degli atti di bullismo sia di quelli che non hanno fatto nulla per impedire che i compagni più arroganti avessero atteggiamenti non consoni al clima scolastico. Come Silvio Berlusconi, anche i ragazzi del “Cerletti” dovranno stare accanto agli anziani, assisterli, per imparare da chi soffre.

Il progetto per i ragazzi è stato concordato con i vertici di Casa Fenzi e con gli operatori che accompagneranno i ragazzi in questa esperienza. “Abbiamo firmato una convenzione con la scuola che ci permette di essere a servizio del territorio – spiega il direttore della casa di riposo, Giovanni Sallemi – E’ il segno che facciamo parte di una comunità. I venticinque ragazzi vengono a turni a Casa Fenzi, svolgono le stesse ore che avrebbero fatto a scuola e si occupano della pulizia, dell’ordinarietà, di stare con gli anziani, di accompagnare chi non deambula. E’ un’esperienza che permette loro di capire meglio la vita”.

I futuri enologi per una parte della mattinata si occuperanno di assistere le persone non autosufficienti nelle loro attività quotidiane svolgendo servizi che possono essere compatibili alla loro età. Per il resto della mattinata, invece, metteranno a frutto quanto hanno imparato in classe: si siederanno al tavolo con i nonni e insegneranno loro a coltivare l’orto. Una sorta di “scambio” culturale visto che gli ospiti di Casa Fenzi potranno dare consigli e suggerimenti ai più giovani in base alla loro esperienza lavorativa. Infine, nell’ultima parte della giornata, gli studenti saranno invitati a fare un momento di riflessione, per fermarsi a pensare su quanto vissuto anche attraverso un questionario preparato dalla scuola. Gli insegnanti dei giovani non parlano di punizione ma di formazione e così è stata intesa anche dai parenti dei ragazzi.

E proprio oggi nel corso del convegno organizzato dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, in collaborazione con il Miur, il ministro ha presentato le “Nuove Linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e cyberbullismo” e il lancio della seconda fase del Safer Internet Centre per l’Italia, coordinato dal Miur nell’ambito del programma della Commissione EuropeaBetter and Safer Internet for Kids” (e realizzato in collaborazione con Polizia di Stato, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Università di Firenze, Università di Roma “La Sapienza”, “Save the Children”, “Telefono Azzurro”, “Edi onlus,” “Movimento Difesa del Cittadino”, Skuola.net, con il supporto di un advisory board allargato alla partecipazione delle Autorità garanti per la protezione dei dati personali e per la comunicazione, dei social network e delle principali aziende di Ict e telefonia mobile). Un incontro durante il quale è stata illustrata anche la proposta di legge sulla tutela dei minori e per la prevenzione e il contrasto al fenomeno del cyberbullismo promossa dalla Commissione per i diritti umani del Senato.