Era il novembre 2013 e il Ciclone Cleopatra colpiva la Sardegna e i suoi cittadini. Tante vittime e una serie infinita di danni. Molti cedimenti infrastrutturali, come la strada che collega Olbia con Tempio, furono dovuti non tanto alla forza dell’acqua ma alla cattiva progettazione e realizzazione dell’arteria stradale.

A seguito di questi tristi eventi, l’allora Ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, venne in Sardegna per un sopralluogo. Ad accompagnarlo l’ormai ex Presidente dell’Anas, Pietro Ciucci. In tale occasione Lupi si lanciò nelle sue mirabolanti promesse. Nel giro di 3-4 mesi metteremo in sicurezza la strada Olbia-Tempio. E fece di più. Ipotizzò da subito l’attribuzione di poteri straordinari all’Anas per accelerare la ricostruzione delle strade devastate dal Ciclone.

E si sa, quando ci sono appalti i poteri straordinari sono importanti. Sì, ma per evitare controlli e procedure più trasparenti.

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Ma senza scomodare gli scandali sulle tangenti delle indagini sulle Grandi Opere, basta semplicemente dire che ad oggi l’arteria importantissima Olbia-Tempio è ancora dimenticata ed abbandonata nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno dopo l’alluvione. E nonostante le solite promesse ad oggi niente di concreto si è mosso.

E come al solito quando ci sono nomine di Commissari straordinari e fantomatici poteri speciali il risultato è sempre peggio. Ed ecco che anche in questa occasione il Parlamento con la Legge di Stabilità per il 2014 (art. 1 comma 123 della Legge 147/2013) prevedeva la nomina del Presidente di ANAS S.p.A., Ciucci, in qualità di Commissario Delegato per gli interventi di ripristino della viabilità statale e provinciale della Regione Autonoma della Sardegna.

E con grande enfasi è stato anche pubblicato un bel sito internet appositamente dedicato. Ultimo aggiornamento della “mission” (le parole straniere danno più colore ed importanza. Almeno questo è forse l’intenzione) è del 28/03/2014. Ed è bello notare come è facile aumentare con grande discrezionalità gli importi previsti e a disposizione, nonché aumentare la pianta organica della struttura. E’ semplice basta una delibera del Commissario specialissimo. Strutture commissariali che diventano sovrastrutture e sempre con più poteri eccezionali e sempre con meno controlli.

Il risultato poi qual è? Quello che è sempre sotto gli occhi di noi comuni mortali.Strade mai completate e quelle terminate che crollano dopo poco tempo. E solo oggi, dopo altri crolli infrastrutturali in Sardegna e Sicilia, il Presidente e Commissario Ciucci annuncia le sue dimissioni.

Tante volte basterebbe leggere il cognome per evitare di dare incarichi super pagati a determinati personaggi. Ma a parte qualche battuta qui la situazione infrastrutturale italiana è veramente ridotta al colabrodo. E gli scandali giudiziari di questi ultimi giorni di certo non ci lasciano sorpresi.

E’ troppo evidente che un Ministero così importante e strategico per il nostro Paese, come quello alle Infrastrutture, sia stato sino ad oggi gestito in maniera poco limpida e trasparente. E intanto noi continuiamo a pagare per non avere nessun servizio. Sembra ormai chiaro che ogni appalto pubblico venga visto come formaggio per i topi. Una grande corsa a mangiare e ad evitare i controlli. E come si sa anche i topolini a forza di stare sempre nella stessa zona hanno imparato ad eludere le trappole.

Sarà il caso che anche in Sardegna e in Gallura il buon Cantone si faccia un giro.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente risposta di Pietro Ciucci, ex presidente Anas

Egregio Direttore, ho letto l’intervento a firma di Andrea Viola, dal titolo “Anas le dimissioni di Ciucci e le strade abbandonate in Sardegna”, pubblicato sul Fattoquotidiano.it in data 14 aprile 2015, e  voglio precisare che l’attività che svolgo in qualità di Commissario delegato così come quella dell’Anas, che ne è soggetto attuatore, è attualmente in avanzata fase di esecuzione (essendo stati completati il 70% degli interventi previsti), nel sostanziale rispetto dei tempi e senza aumento dei costi, nel pieno rispetto del mandato normativo.

Mi preme sottolineare, inoltre, che per lo svolgimento di tale incarico, conferitomi da una norma della Legge di Stabilità 2014 e con durata limitata per legge, non percepisco alcun compenso così come nessuno compenso è corrisposto ai componenti della Struttura di supporto, che svolge funzioni di assistenza tecnica, amministrativa e contabile del Commissario nello svolgimento delle proprie attività, il tutto “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”, come richiesto dalla legge.

Per quanto riguarda la lamentata assenza di controlli e di trasparenza, si precisa che l’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile del 6 febbraio 2014 ha attribuito al Commissario puntuali e limitati poteri derogatori, prevedendo stringenti meccanismi di rendicontazione delle attività espletate nonché la tenuta di una contabilità speciale, caratterizzata da rigorosi meccanismi di controllo delle entrate e delle uscite riguardanti l’intervento delegato.

In qualità di Commissario sono tenuto a trasmettere con cadenza trimestrale – nonché a fine incarico – una relazione sullo stato di attuazione degli interventi al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Autonoma della Sardegna e al Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nonché a trasmettere al Ministero dell’economia e delle finanze il rendiconto periodico di tutte le entrate e le spese riguardanti l’intervento delegato, ai sensi dell’art. 5, co5-bis della L. n. 225/1992.

Ho dato puntuale attuazione a tutti gli adempimenti previsti in materia di pubblicità e anticorruzione dalla L. n. 190/2012 e dall’art. 42 D.Lgs. n. 33/2013, mediante l’adozione di un Piano di prevenzione della corruzione, la creazione di un sito internet dedicato, costantemente aggiornato, nell’ambito del quale viene data puntuale evidenzia dello stato di avanzamento dei lavori, delle aperture al traffico nonché dei dispositivi adottati dal Commissario nell’esercizio della sua attività.

Con riferimento allo stato di avanzamento degli interventi, inoltre, ho approvato già in data 25.2.2014 un Piano di interventi di ripristino sulla rete viaria statale e provinciale, per un totale di 54 interventi, dei quali 37 su viabilità provinciale e 17 su viabilità statale, per un importo complessivo stimato in 50,8 milioni di euro. A seguito di rimodulazione del Piano, resasi necessaria in ragione dell’inserimento di nuovi interventi, nonché dell’eliminazione o dell’accorpamento dei precedenti, in base alle richieste degli enti locali, il numero degli interventi del Piano di ripristino è stato portato a 52. Tale rimodulazione è avvenuta nei limiti delle risorse previste per gli interventi in questione dalla citata Legge di Stabilità 2014, non avendo la stessa comportato alcun aumento dell’importo complessivo del Piano, ma al contrario un’economia di circa 130.000 euro, accantonata per eventuali ulteriori esigenze.

Dei 52 interventi, per 48 sono stati già avviati i lavori, e di questi 37 sono stati già conclusi, permettendo di ripristinare in tempi rapidi la viabilità su arterie strategiche dal territorio, come apprezzato anche dalle Autorità locali, come ad esempio le rampe di accesso alla S.S. n. 131 DCN per il riavvio della circolazione lungo la S.P. 24 (Provincia di Olbia -Tempio), a seguito del crollo del Ponte di Loddone e le bretelle provvisorie sulle S.P. 45 e S.P. 73 in Provincia di Nuoro. Sono state poi portate a termine altre opere importanti per le comunità locali quali: il ripristino del ponte Oloé sulla S.P. 46 tra Dorgali e Oliena; il ripristino della S.S. 125 a Posada; il ripristino del corpo stradale tra il km 2 ed il km 4 della S.P. 73 “Bitti-Sologo”; il ripristino dei ponti Badu e Cherchu sulla S.P. 22 e Badu e Orane sulla S.P. “Oliena-Orani”. A breve saranno ultimati anche il Ponte sul Loddone (S.P. 24 in Provincia di Olbia-Tempio); il Ponte sul Sologo (S.P. 73 Bitti Sologo in Provincia di Nuoro) ed il viadotto Norgheri sul fiume Cedrino (al Km 2 della SP 51 ter in Provincia di Nuoro).

L’Anas prevede, infine, che tutti gli altri interventi del Piano vengano ultimati entro la scadenza del mandato commissariale prevista per fine anno.

Per quanto riguarda infine l’intervento da attuarsi sulla S.P. 38 Olbia-Tempio (e quindi su una tratta di competenza della Provincia di Olbia-Tempio e non di Anas), lo stesso ricade in un’area a lungo sottoposta a sequestro giudiziario, circostanza che ha inevitabilmente inciso sui tempi di sviluppo progettuale; una volta consentito l’accesso dei luoghi per i necessari rilievi tecnici si è evidenziata la necessità di intervenire non soltanto in prossimità del crollo che ha causato tre vittime in località Monte Pino, come inizialmente richiesto dalla Provincia, ma anche su altri attraversamenti danneggiati dall’alluvione. Successivamente, la procedura di gara per l’affidamento dei lavori, avviata ad agosto u.s., è stata sospesa a seguito delle ulteriori richieste della Regione e della Provincia di Olbia-Tempio di porre in essere ulteriori interventi puntuali di manutenzione straordinaria lungo la strada provinciale, in tratti non danneggiati dagli eventi alluvionali, che quindi non rientrano nel mandato Commissariale. Sono attualmente in corso approfondimenti da parte della Regione Sardegna al fine di individuare diverse fonti di finanziamento.

Cordiali saluti
Pietro Ciucci