Un passo avanti verso una medicina sempre più a misura di paziente. Una medicina personalizzata, più efficace e con minori effetti collaterali, in cui le terapie sono costruite sulla base delle caratteristiche genetiche specifiche dell’individuo. È in questa direzione che si è mosso un team di ricercatori Usa della Washington University School of Medicine di St. Louis, nel Missouri, che ha messo a punto un vaccino anticancro disegnato sulle mutazioni del Dna di tre individui colpiti da melanoma.
Gli scienziati americani, come illustrato in uno studio pubblicato su Science, hanno confrontato il Dna delle cellule tumorali dei pazienti con quello delle rispettive cellule sane, e individuato una dozzina di mutazioni, responsabili della genesi del tumore, della formazione di metastasi e della resistenza ai farmaci.

Una parte di questi errori determina, in particolare, la comparsa sulla superficie delle cellule cancerose di alcune molecole, definite antigeni, che rappresentano delle vere e proprie esche per il sistema immunitario, in grado, in condizioni normali, di attivare una risposta immunitaria che è invece inibita dal tumore. I ricercatori hanno, quindi, utilizzato sette di queste esche per mettere a punto un vaccino personalizzato – specifico per il tipo di tumore studiato e i pazienti che ne sono colpiti – in grado di addestrare il sistema immunitario, in particolare i linfociti T, a riconoscere gli antigeni tumorali.

I primi risultati sono stati incoraggianti. In uno dei pazienti le metastasi si sono ridotte, nel secondo hanno arrestato la loro crescita per nove mesi e nel terzo, in cui la terapia è stata affiancata a farmaci tradizionali, c’è stata una remissione del tumore. “È ancora troppo presto per affermare che il trattamento ha avuto un benefico effetto sui pazienti. Ciò che possiamo dire – sottolinea Gerald Linette, a capo del team Usa – è che con questi vaccini abbiamo osservato una risposta anticorpale molto forte”.

Quella della cosiddetta medicina di precisione è una strada sempre più battuta dalla ricerca biomedica. Basti pensare che solo negli Usa nel 2014 i farmaci personalizzati, relativi cioè a specifiche mutazioni, erano 113, contro i 13 del 2006. Lo studio americano arriva, inoltre, all’indomani dell’annuncio del presidente Usa Barack Obama – in occasione dell’ultimo discorso sullo stato dell’Unione – dello stanziamento di 215 milioni di dollari, per far sì che “il Paese che ha sequenziato l’intero genoma umano guidi una nuova era della medicina”. Si tratta, però, ancora di uno studio preliminare. È stato, infatti, condotto solo su tre casi ed è ancora in fase 1, lo stadio in cui si valuta la sicurezza e la tollerabilità di una terapia, non la sua efficacia.

Gli scienziati progettano adesso di estendere entro l’anno i trial clinici su un numero maggiore di pazienti. “I nostri risultati sono ancora in una fase iniziale, ma – spiega Gerald Linette – abbiamo raggiunto il massimo della personalizzazione possibile, e pensiamo che questo tipo di vaccini abbia grandi potenzialità terapeutiche. C’è ancora molto lavoro da fare, tuttavia – conclude lo studioso – questo è un primo importante passo, che apre le porte a trattamenti anticancro personalizzati basati sull’immunoterapia”.

L’Abstract dello studio su Science