“Siediti come un ranocchio, chiudi gli occhi e respira”. Cominciano così le lezioni di mindfulness per bambini, una forma di meditazione risultato dell’incrocio tra discipline orientali e psicologia occidentale che, dopo essersi imposta negli Stati Uniti e in Canada per combattere stress e ansia, sta prendendo piede anche in Italia. “Potremmo definire la mindfulness come l’arte di portare l’attenzione al momento presente, invece di essere costantemente tesi alla ricerca di un qualcosa che possa renderci finalmente felici”, spiega Carolina Traverso, psicologa e psicoterapeuta, insegnante di mindfulness a Milano. Traverso si è formata negli Stati Uniti con Jon Kabat-Zinn, ideatore del corso Mbsr, Metodo per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza. Per insegnare ai bambini, segue il curriculum Mindful Schools.

“Praticare mindfulness – continua Traverso – può aiutare i bambini a calmarsi quando sono alle prese con un’emozione difficile, a trovare serenità e quindi ad essere anche più concentrati a scuola e in tutte le attività che amano fare. Fornire questo strumento a un bambino significa equipaggiarlo per la vita, indipendentemente da come cambierà il mondo. La tecnica di per sé è semplice: consiste in una serie di inviti a fermarsi e a osservare quello che c’è nel momento presente, dalle sensazioni del respiro e del corpo, ai suoni che ci circondano, a come ci sentiamo, per esempio, quando portiamo l’attenzione alle cose e alle persone a cui siamo grati, oppure coltiviamo pensieri gentili nei confronti di qualcuno. Quando ci fermiamo in questo modo, la mente e il corpo si calmano e ci risulta più facile stare bene con noi stessi e con gli altri”.

Sul Journal of Developmental Psychology è stato pubblicato uno studio, realizzazato dall’università della British Columbia di Vancouver, in Canada, secondo il quale i bambini di dieci anni che fanno esercizi di mindfulness dimostrano maggiori capacità di socializzazione e un migliore rendimento in matematica. I ricercatori hanno condotto la ricerca su 99 studenti, dividendoli in due gruppi. A un gruppo, per quattro mesi, è stato fatto seguire un programma di meditazione, con esercizi di respirazione di tre minuti, per tre volte al giorno, e piccoli compiti come osservare un problema da un punto di vista diverso da quello a cui erano abituati. Inoltre, gli è stato chiesto di essere gentili con i compagni di classe e compiere gesti di gratitudine. Al secondo gruppo, invece, nello stesso arco di tempo, sono state impartite lezioni di “responsabilità sociale”. Il risultato è stato che i bambini che hanno praticato mindfulness hanno avuto il 15% di punteggio in più in matematica e hanno dimostrato di sapersi comportare meglio con gli altri.o

Nonostante la pratica della mindfulness sia ancora relativamente emergente in Italia e poco istituzionalizzata (quantomeno nel pubblico), i luoghi dove provare a esercitarsi sono sempre più diffusi. “Per chi volesse cercare un insegnante di mindfulness – suggerisce Traverso – consiglio di fare una ricerca su Google digitando “mindfulness” o “Mbsr” e poi il nome della città di riferimento. Ci sono anche diverse associazioni italiane che si occupano di formare insegnanti, alle quali rivolgersi, come per esempio I’Istituto italiano mindfulness (Isimind)”.