Nei guai per alcuni rotolini di pasta sfoglia ripieni di salsiccia, chiamati nel Regno Unito “sausage rolls”, molto popolari fra gli amanti dei picnic, delle scampagnate e delle feste in casa economiche, senza un gran dispendio. Un candidato dell’Ukip alle prossime elezioni politiche del 7 maggio rischia ora di essere messo sotto indagine da parte della polizia per aver offerto gratuitamente, durante un evento politico, alcune di queste delizie a basso costo. L’accusa è semplice: corruzione, per una sorta di “compravendita” di voti a suon di salsicce e pasta sfoglia. Così ora Kim Rose, che corre per il seggio di Southampton Itchen, ha ricevuto il sostegno anche del leader del partito, l’europarlamentare Nigel Farage, alleato del Movimento Cinque Stelle a Bruxelles. “Tutto ciò non ha senso”, ha detto Farage, “ci sono molti casi di malaffare in politica e di persone che fanno cose sbagliate, nell’abuso delle loro posizioni. Passare a qualcun altro alcuni sausage rolls non mi pare rientri in questi casi”.

Parlando con il Guardian, la polizia dell’Hampshire ha confermato: “Abbiamo ricevuto una denuncia nei confronti di un candidato parlamentare, relativa a un qualcosa che va contro il Representation of the People Act 1983 (la legge che regola in parte le campagne elettorali e le funzioni della politica, ndr). Stiamo indagando, ma finora non è stato fatto alcun arresto”. I fatti che hanno creato ulteriore imbarazzo per lo United Kingdom Independence Party sono avvenuti lo scorso 21 febbraio, quindi ben prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale che è cominciata il 30 marzo, in un evento – con relativo buffet – che si è tenuto in un circolo sociale di Southampton. Secondo le accuse quindi, con quei rotolini alla salsiccia, Rose avrebbe cercato di influenzare gli elettori, in un modo che per molti non è consentito o accettabile nel rigido sistema britannico.

“Abbiamo avuto tè, caffè, panini e alcuni sausage rolls – ha spiegato il candidato all’Independent – e ora sono stato denunciato. Magari è stato un qualcosa di ingenuo, ma tutte le intenzioni erano buone. È assolutamente ridicolo, anche perché sono sicuro che le persone non cambiano le loro intenzioni di voto e le loro opinioni per un rotolo alla salsiccia”. Le regole della commissione elettorale britannica però sono ben chiare: “Un candidato è colpevole se prima, durante o dopo le elezioni fornisce direttamente o indirettamente cibo, bevande o intrattenimento per influenzare un elettore o per invogliarlo ad astenersi dal voto”. Poi, appunto, l’intervento di Farage, in quello che ha un po’ l’aspetto di un caso montato ad arte nei confronti di un partito che, complici chiaramente anche molti dei suoi rappresentanti, negli ultimi mesi non ha di certo goduto di “buona stampa”. Poco importa se il Labour secondo l’ultimo sondaggio è destinato, per quanto riguarda il seggio in questione, a tenere stretta la poltrona a Westminster. La bufera sulle salsicce – ipotizzano ora commentatori ed editorialisti sui quotidiani britannici – non farà altro che dare qualche mezzo punto in più di consenso agli euroscettici dell’Ukip.