Schittulli non è più il nostro candidato”. Firmato Luigi Vitali, commissario di Forza Italia in Puglia, dove a questo punto il partito di Berlusconi si presenterà con un proprio candidato alle elezioni regionali di maggio. Perché quello con l’oncologo (sostenuto dal suo movimento civico, da Fratelli d’Italia, da Ncd e, soprattutto, dall’eurodeputato azzurro Raffaele Fitto) è ormai uno strappo quasi impossibile da ricucire. I margini per una trattativa di riunificazione, del resto, sono ridotti al minimo storico. Specie dopo quanto accaduto nelle ultime 24 ore. In mattinata, infatti, Schittulli ha convocato una conferenza stampa per presentare la sua campagna elettorale. Presenti tutti i partiti alleati, da Fratelli d’Italia ad Alleanza nazionale, fino al Nuovo Centrodestra. E Forza Italia? Non invitata. Eppure, seduti in bella mostra nelle prime file, c’erano i consiglieri regionali (uscenti) di Fi, tutti o quasi molto vicini a Raffaele Fitto. Dal palco, poi, Schittulli ha fatto il resto: “Forza Italia si è autoesclusa. Io ho posto delle condizioni e Fitto le accettate: ha accettato di fare un’altra lista aggiuntiva. Non ho avuto ancora riposte da parte di Fi” ha detto il medico, che poi ha sottolineato di essere comunque “pronto a raccogliere anche la disponibilità dei berlusconiani“. Il motivo? Se Forza Italia non lo sosterrà, per Schittulli ci saranno dei “rischi, perché Fi è un elemento più che necessario nell’ambito della coalizione. Se ne assumerebbe la responsabilità esclusivamente lei – ha concluso – e nello stesso tempo ci impegnerebbe ancora di più a elaborare altre liste“.

La replica di Vitali: “Presenteremo un nostro candidato, sarà politico o della società civile”
Immediata la replica del commissario regionale di Fi Luigi Vitali. “Dopo le parole di oggi Schittulli non è più il candidato di Forza Italia. Dobbiamo trovarne un altro e fare presto, a meno che qualcuno non faccia il miracolo nella notte e questo spetta allo stesso Schittulli e a Fitto…” ha detto l’ex sottosegretario, secondo cui “Schittulli ci ha fatto perdere tempo, grazie a lui siamo arrivati al 10 aprile, ora stiamo già lavorando per trovare un altro nome”. Vitali, poi, ha assicurato di avere “in mente il profilo” del prossimo candidato azzurro alla presidenza della Regione, ma l’ultima parola spetterà a Silvio Berlusconi: “O sarà un esponente della società civile o un politico”. In tal senso, negli ultimi giorni – per quanto riguarda l’opzione politica – si erano fatti i nomi dell’ex ministro berlusconiano Adriana Poli Bortone e del deputato Francesco Paolo Sisto. Vitali, poi, ha rivelato di aver sentito l’ex cavaliere al telefono prima della conferenza stampa di Schittulli per concordare la linea, che prevedeva il ritiro del sostegno azzurro all’oncologo qualora avesse accettato l’appoggio di Raffaele Fitto. “E’ davvero assurdo – ha attaccato Vitali – Dopo aver estromesso pubblicamente Forza Italia dalla coalizione a suo sostegno, ora Schittulli si augura che, nelle prossime ore, Forza Italia entri nella coalizione, ma di che parliamo… per noi da oggi Schittulli non è più il nostro il candidato“. Il riferimento di Vitali non è solo al mancato invito all’appuntamento odierno da parte dell’ex presidente della Provincia di Bari, ma anche a quanto accaduto 48 ore fa, quando dal movimento di Schittulli hanno bocciato la proposta di Vitali di candidare tutti i consiglieri uscenti di Forza Italia, come peraltro chiesto da Fitto (che poi però ha favorito lo strappo).

Centrodestra diviso, per Forza Italia lo scoglio sono le liste di sbarramento
E proprio quella di essere uno strumento nelle mani di Fitto è stata l’accusa principale rivolta dal commissario di Fi a Schittulli: “Può dire quello che vuole, ma nei fatti lui è stato lo strumento attraverso il quale Fitto ha cercato e ottenuto la rottura con Forza Italia”. “Non siamo noi che ci siamo irrigiditi – ha aggiunto Vitali – ma Fitto che ha alzato sempre l’asticella delle richieste e ha utilizzato Schittulli per alzare il prezzo. Mi auguro che anche i pugliesi sappiano valutare questo tipo di atteggiamento”. Tradotto: a meno di clamorosi passi indietro (c’è da scommettere che fino all’ultimo l’oncologo proverà a imbarcare Forza Italia) il centrodestra arriverà diviso alle urne. Non solo. Calcolando il bacino di voti di Fitto in Puglia, l’altra conseguenza possibile è che Forza Italia abbia addirittura difficoltà a superare la soglia di sbarramento (8% per le coalizioni e per le liste che si presentano da sole; 4% per le liste all’interno delle coalizioni), con effetti imprevedibili sugli equilibri del partito a livello nazionale. Troppo evidente, del resto, che la battaglia pugliese (dove Fi a questo punto potrebbe allearsi con la Lega di Salvini) altro non è che la testimonianza plastica del fuoco amico di Raffaele Fitto all’interno del suo partito.

Problemi a sinistra: Vendola contro Emiliano su tagli e benefit alla politica
Berlusconi, dal canto suo, oltre a dirsi amareggiato per quanto sta accadendo, ha già messo in conto di consegnare la successione dell’era Vendola in Puglia direttamente e comodamente nelle mani del candidato unico del centrosinistra Michele Emiliano. Che, tuttavia, ha comunque ha i suoi problemi a tenere unita la coalizione. Basta analizzare con attenzione quanto detto in mattinata da Nichi Vendola durante la presentazione del simbolo di lista per le prossime regionali. “Se io fossi stato aiutato, perché non ero molto aiutato dalla politica ed ero in solitudine talvolta a fare quella battaglia, avremmo più facilmente potuto intervenire sui tagli” ha detto il governatore replicando al segretario del Pd pugliese, che ieri – definendo “imbarazzanti le somme di vitalizi e indennità di fine rapporto” – aveva accusato la politica di non aver cambiato nulla negli ultimi 10 anni “se non la situazione patrimoniale degli eletti”. “Se chi aveva responsabilità politica avesse parlato allora e non soltanto oggi avremmo più facilmente potuto intervenire per i tagli necessari, senza eccedere però in demagogia” ha attaccato il leader di Sel, il cui rapporto con Emiliano ha certamente vissuto momenti migliori.

Critiche a Emiliano per alcune candidature discutibili
Assai critico nei confronti dell’ex sindaco di Bari anche l’assessore regionale pugliese alle politiche giovanili, Guglielmo Minervini, uno dei fondatori nel territorio del Pd nonché già candidato alle primarie per la scelta del candidato unico (poi vinte a mani basse da Emiliano). “La mia sensazione è che Emiliano stia scherzando con il fuoco. Non si potrà dire che non glielo avevamo detto” ha sentenziato Minervini a proposito delle candidature che si profilano nelle liste vicine all’ex sindaco di Bari di personalità che ancora militano nel centrodestra, come ad esempio il consigliere comunale di Molfetta Saverio Tammacco. L’assessore regionale (che si candiderà nella lista Noi a sinistra per la Puglia e non nel Pd), poi, ha fatto riferimento anche ad altri possibili ‘salti della quaglia’ che stanno creando sconcerto negli ambienti politici del centrosinistra. Dal canto suo, Emiliano – a proposito del caso specifico di Molfetta – ha dichiarato che approfondirà la questione e in ogni caso per difendersi ha chiamato in causa il fatto che, ad esempio, a livello nazionale Pd e Sel sono su due fronti diversi. Insomma: se nel centrodestra è guerra, nel centrosinistra non sono tutte rose e fiori. Il tutto a neanche due mesi dalle urne.