Polemica accesa tra la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e il vignettista Vauro, durante ‘L’aria che tira’ su La7. La parlamentare esprime critiche sul testo relativo al reato di tortura, approvato dalla Camera: “E’ un paradosso. Io non sono d’accordo con l’introduzione di questo reato. Il testo, in buona sostanza, dice che che a un carabiniere o a un esponente delle forze dell’ordine possono dare fino a 12 anni per ‘minaccia psichica’, e non s’è capito cosa voglia dire. E nello stesso Paese hanno depenalizzato la violenza privata, cioè a uno che ti entra in casa e ti prende a bastonate non fanno niente”. “Meloni, le posso spiegare io cosa è una tortura psichica, visto che lei si stupisce tanto” – risponde Vauro – “Se lei ad esempio fosse messa nuda in una caserma con vicino delle guardie che le cantano ‘Uno, due, tre, viva Pinochet, quattro, cinque, sei, morte agli ebrei’, anche senza toccarla, non credo che ne uscirebbe così serena”. La Meloni ribatte: “Allora diamo 12 anni a uno che ha cantato una canzoncina e diamo 0 a chi prende per bastonate uno dentro casa. Non lo puoi fare”. Il vignettista replica: “Ecco, questo è un esempio classico del linguaggio stupido e feroce della politica. E’ la cultura- pappa. Fate un minestrone, così le vostre responsabilità non emergono mai. Questo si chiama ‘il caciucco alla livornese’