Dopo due giorni e 11 ore in camera di consiglio la giuria americana ha giudicato Dzhokhar Tsarnaev colpevole di tutti i 30 capi d’accusa nei suoi confronti nel processo per l’attentato alla maratona di Boston del 15 aprile del 2013.  La decisione è stata presa all’unanimità. Il ventunenne musulmano era l’unico sospetto rimasto in vita per l’attacco in cui persero la vita tre persone e ne furono ferite 264. Tra i capi d’accusa c’è quello di complotto per uso di un’arma di distruzione di massa e il reato, così come altri 17 dei capi d’imputazione a carico del ragazzo, comporta la possibilità di condanna morte, riporta il sito della Bbc.

Tsarnev è stato giudicato colpevole anche di avere sparato a un agente di polizia quattro giorni dopo l’attentato, uccidendolo, durante la caccia all’uomo nei campus di Cambridge in cui si era nascosto con il fratello, ucciso dalla polizia. Dzhokhar era stato catturato in una barca parcheggiata dietro la casa dove si era nascosto e scoperto da un residente che aveva allertato la polizia. Ora la giuria dovrà decidere, con una nuova serie di testimonianze, se condannare l’imputato alla pena capitale o scegliere per l’ergastolo senza possibilità di ottenere la libertà vigilata. Anche gli avvocati di Tsarnaev hanno ammesso che il loro cliente ha commesso i crimini per cui era accusato, ma hanno aggiunto che ha agito in questo modo perché spinto dal fratello Tamerlan, ucciso nella caccia all’uomo seguita all’attacco. “Non neghiamo che Dzhokhar abbia partecipato a questi eventi, ma se non fosse stato per Tamerlan non sarebbe accaduto”, aveva spiegato la sua avvocata. Ma la tesi è stata contestata dall’accusa durante il processo iniziato lo scorso 4 marzo in cui sono stati ascoltati 90 testimoni e in cui è stato mostrato un video in cui Dzhokhar lascia uno dei due ordigni rudimentali fatti esplodere accanto al bambino di otto anni Martin Richard. Alla lettura del verdetto da parte del giudice – scrive il Washington Post – l’ex studente è rimasto impassibile per 25 minuti.