“Io non ho responsabilità, è evidente. Se avessi minimamente contribuito con un gesto, un’affermazione, una parola me la prenderei tutta, ma non ho questo tipo di responsabilità per quelle violenze”. Gianfranco Fini, al tempo del G8 di Genova, vicepresidente del Consiglio del governo di centrodestra di Berlusconi,  così commenta la sentenza della Corte di Strasburgo che condanna l’Italia per le torture nella scuola Armando Diaz. Fini riconosce che “lì si commisero dei crimini brutali“, ma sulle presunte responsabilità dell’allora Capo della Polizia Gianni De Gennaro (oggi presidente di Finmeccanica) commenta: “C’è da chiedersi perché tutti i governi che si sono susseguiti da allora ad oggi, non ebbero nulla da obiettare all’ipotesi che assumesse altri incarichi e responsabilità, poi le dimissioni sono un fatto che riguardano solo la sua coscienza”. L’ex numero due del governo Berlusconi nel 2001 smentisce la sua presenza nella sala di comando a Genova: “Non è vero che io sia mai stato nella sala di Comando della Polizia, si continuano a dire idiozie, mi recai a salutare il prefetto ed il questore per un quarto d’ora, poi rimasi bloccato per sei ore all’interno del comando dei Carabinieri, perché non ci si poteva muovere da Genova, prova ne è che i magistrati, che hanno indagato per lungo tempo, non mi abbiano mai chiamato, perché non avevano nulla da chiedermi”. Secondo Fini “di quel tragico G8 rimane la morte di un manifestante (Carlo Giuliani, ndr) anche se cercava di aggredire i carabinieri e rimane, come documentato, il tentativo di diciassette funzionari di polizia condannati perché hanno cercato di nascondere la verità. Chi ha delle responsabilità deve chiedere scusa, ma le responsabilità sono personali, non è di tutto il sistema – conclude Fini – l’assurdo è che in Italia non si è ancora accertato chi materialmente si è reso responsabile di quelle violenze. Questa è una vergogna”  di Manolo Lanaro