Per capire quanto tiri il calcio nel mondo dell’auditel è necessario rispondere a una sola domanda: quanti spettatori si aggiungono a quelli usuali quando è programmata una partita di quelle importanti?
Ebbene, la risposta è che il calcio, più che attirare più spettatori, ridistribuisce quelli che ci sono all’interno di ogni casa. Basti osservare che una partitona, addirittura la Nazionale in lotta con la Bulgaria per qualificarsi agli Europei del 2016, fa i suoi scontati 7,5 milioni, ma senza aumentare la platea complessiva, perché chi vedeva Milly Carlucci (4,5 milioni) si è facilmente convertito alle pedate. Tant’è che le signore, Milly o non Milly, restano ai 2,8 milioni del sabato precedente.

Mentre ai compagni e consorti usuali, oltre a un po’ di sbandati recuperati qua e là, si aggiunge il potente e compatto rinforzo di un paio di milioni di infedeli provenienti da Canale 5, dove di norma seguono, accanto alle loro donne, le sventure di C’è Posta per Te. A loro scusante va detto che i suddetti sono stati praticamente sbattuti fuori dalla camera da letto (dotata del televisore principale) e sostanzialmente costretti a combattere contro i mariti delle badanti bulgare, dinanzi alla tv del tinello. Maria De Filippi infatti, in concomitanza con la Nazionale, si è fatta più femminile offrendo un classico “Il meglio di…”, ovvero una degustazione di brani già visti, peculiarmente adatta alle signore, che sappiamo più capaci di cogliere dettagli sempre nuovi, per trovare replicate lacrime da asciugare.

I maschi che occasionalmente praticano il nomadismo dello zapping inseguendo il calendario delle partite di calcio della Nazionale paiono acquartierati prevalentemente al Sud, ma la passione non è tanto per la Nazionale, quanto per il calcio in sé. Così, se non meraviglia che passando alla Coppa Italia di Lazio-Napoli del 4 marzo, sia il solito Sud a fare il tifo mediatico, dobbiamo constatare che è stato sempre il Sud a occupare il grosso degli spalti quando il 18 marzo la Juventus ha steso per tre a zero il Borussia (che è squadra tedesca, di Dortmund. Non fatevi ingannare dalle assonanze). O giusto ieri sera, quando la medesima Juventus ha battuto la Fiorentina, e col solito tre a zero, per la gloria del team di Marchionne, non bastasse il ritorno in quota della Ferrari.

Tirando le somme, se veniamo a concludere, senza sorpresa, che il calcio giocato allontana gli uomini dalle donne, dobbiamo anche rilevare, e qui la sorpresa c’è, che la macchina del tifo campa prevalentemente sulle spalle della gente del Sud, chiunque giochi, fosse anche la Juventus. E sembra così tornare quella italica storica costante che già si rilevò in occasione del referendum del 1946 fra Repubblica e Monarchia. Il Sud che era stato conquistato con le armi dalla monarchia sabauda (la Juventus di allora) le restò anche, fino all’ultimo voto, fedele, non tanto per amore verso i Savoia (o i Moggi), quanto per estraneità rispetto al Nord, che allora voleva sbarazzarsene.