Dodici domande; un algoritmo; et voila, ecco la taglia giusta. A sentire gli ideatori di questo nuovo strumento per l’e-commerce di abbigliamento, azzeccare al primo colpo la taglia di un vestito, di una gonna o di un pantalone è solo una questione di matematica (con buona pace di gusto, stile, personalità). Si chiama “fashion metric” e qualcuno sembra credere seriamente che questa nuova sturt up funzioni davvero visto che la società ha appena annunciato di aver raccolto investimenti per un milione di dollari. Soldi che l’azienda texana intende a sua volta investire per continuare nello sviluppo del proprio prodotto di punta in considerazione della “grande domanda da parte di commercianti e brand”.

E sì, perché visto il rapido sviluppo dell’e-commerce e degli e-store nel campo dell’abbigliamento, ora gli addetti ai lavori hanno il problema di come rendere l’esperienza dell’acquisto on line sempre più comoda e semplice per il consumatore. Come si può facilmente immaginare, uno dei problemi più grossi è proprio quello della taglia, non per nulla si calcola che quasi il 30% degli acquisti online di abbigliamento venga restituito proprio per questo motivo. E questo nonostante sforzi molteplici come fitting room virtuali, descrizione minuziosa del singolo capo, indicazioni delle misure della modella rispetto alla taglia indossata ecc.

Fashion metric promette di “rendere semplice lo shopping online”. Di che si tratta? Lo chiamano Saas, ovvero software as a service, cioè un sistema che basandosi su un algoritmo è in grado di calcolare in pochi secondi l’insieme delle misure del corpo di una persona. Il sistema può essere usato per i servizi di sartoria personalizzata, ma soprattutto per aiutare il consumatore a selezionare la taglia esatta durante l’acquisto online. Una volta integrato nel sito internet, Fashion metric si “attiva” rispondendo a dodici domande su altezza e peso, il che richiede pochi secondi. A quel punto, l’algoritmo di Fashion metric analizza i numeri stabilendo le misure esatte del corpo. Misure che, giurano a Fashion metric, «sono spesso più esatte di quelle che avrebbe calcolato un sarto» e che possono essere utilizzate per confezionare un vestito su misura senza dover incontrare il cliente di persona oppure, appunto, per consigliare al consumatore la taglia giusta da selezionare.

Tutto qui? No, in realtà c’è qualcosa di più e qui la moda c’entra poco. Attraverso fashion metric, infatti, brand e commercianti ottengono ulteriori informazioni sul consumatore, lo “conoscono meglio” e possono sfruttare questa conoscenza per campagne e prodotti mirati. E’ un modo come un altro per attirare nuovi consumatori e soprattutto “fidelizzarli” e così incrementare le vendite: è probabile che il consumatore soddisfatto, che riceve a casa un abito della misura giusta, torni nuovamente ad acquistare. A fashion metric sono sicuri che sarà una rivoluzione, anche se la fase sperimentale è appena terminata. L’idea è nata nel 2012 e ci sono voluti due anni per mettere a punto le dodici domande che garantiscono il risultato finale. Dopo un 2014 passato a sperimentare il software su un sito di e-commerce (“gli acquirenti sono rimasti stupefatti”), il 2015 sarà l’anno del lancio ufficiale.

Look immgine di copertina: Asos.com