Il Sindacato Autonomo di Polizia torna a difendere i quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi. Il Sap e l’avvocato Marco Zincani presentano alla stampa a Bologna un documento del ministero dell’Interno che spiega le tecniche di ammanettamento. Tecniche a cui si sarebbero attenuti “diligentemente”, secondo il Sap, i quattro agenti anche quella mattina di dieci anni fa: “Queste tecniche di ammanettamento sono violente e provocano asfissia posturale“, spiega l’avvocato Zincani. Un altro documento del settembre 2014, sempre del ministero dell’interno, ammetterebbe che quelle tecniche si dovevano usare anche nel caso di una persona in stato di “agitazione psico-motoria” come era Aldrovandi quella mattina. Gianni Tonelli, segretario del Sap, alla domanda se, a questo punto, il colpevole sia da ricercare nello Stato, non ha dubbi: “E’ indiscutibile“. Poi prosegue: “Di sicuro queste tecniche di ammanettamento sono pericolose”. L’avvocato Zincani non esclude, anche alla luce di questi documenti, la possibilità di chiedere una revisione del processo penale, in cui i 4 agenti sono stati condannati per omicidio colposo e hanno già scontato la pena: “Anziché dire che ci sono quattro pazzi che hanno trovato il povero Federico e lo hanno massacrato bisogna chiederci: siamo tutti a rischio? La risposta è sì”. Poco dopo la conferenza è arrivata la replica di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi, via Twitter: “Il Sap cerca la scusa dei corsi formazione: la verità é che su Aldro fu violenza e menzogna, non ci sono revisioni di comodo”  di David Marceddu