Mentre il padre tenta di usare a proprio vantaggio quanto accaduto a Istanbul, facendo intendere che la Turchia deve essere governata da un uomo forte per arginare il terrorismo, Sümeyye Erdogan, la bellissima e velatissima figlia del presidente, nonché l’unico consigliere che il “sultano” ascolta, ha tenuto a Bruxelles un discorso che ha mandato su tutte le furie le donne turche. Non solo le femministe storiche come Yasemine Inceoglu, saggista e docente di giornalismo all’università di Istanbul che al Fatto dice: “Erdogan e il partito da lui fondato, l’Akp, da 10 anni al governo del Paese, più calano nei sondaggi più se la prendono con le donne facendo leva sul machismo turco tanto musulmano quanto laico”.

Nella speranza che l’Akp vinca le elezioni di giugno e metta mano alla Costituzione per trasformare la Turchia in repubblica presidenziale e fare il pieno di poteri, Erdogan le prova tutte per far crescere l’autorevolezza della figlia 30enne (studi in Usa e Gran Bretagna) tra l’elettorato islamico e assicurarsi peraltro un’eventuale erede politica. “Che le donne ricevano una quota più bassa di eredità rispetto agli uomini è una cosa normale e giusta, considerando le responsabilità che gravano sulle spalle degli uomini secondo l’Islam”, ha esordito Sümeyye, vice capo dell’associazione donne e democrazia (Kadem).

Durante una conferenza nella Capitale belga intitolata “la percezione delle donne musulmane di tutto il mondo, e la lotta per l’uguaglianza”, la pupilla parlando come rappresentante dell’Akp ha detto che il tema della distribuzione dell’eredità nel mondo islamico è stato tra i più discussi, proprio a proposito dell’eguaglianza tra musulmani uomini e donne. “Si discute sul perché alle figlie vengano date quote inferiori di eredità rispetto ai maschi. Ma quando si approfondisce, vediamo che per l’Islam sono gli uomini a dover portare il pane a casa, non le donne. È quindi giusto ed equo che i maschi ricevano più soldi e proprietà “, ha detto Erdogan jr., smentendo se stessa dato che, dopo il padre, è lei quella che lavora di più in famiglia, almeno a giudicare dalle sue continue apparizioni pubbliche e all’assistenza continua al padre, mentre il fratello, il primogenito Bilal sfrutta le conoscenze del capofamiglia per fare affari poco chiari.

Sümeyye ha poi accusato l’Occidente di esser stato il più grande sfruttatore delle donne. E criticato il femminismo accusandolo di spacciare notizie false sull’Islam: “Non è vero che l’Islam obbliga le donne a chiedere il permesso di lavorare. L’unico ruolo ben definito dalla religione è quello dell’uomo che ha la responsabilità di portare il pane a casa per moglie e figli. Le donne sono libere e hanno il diritto di scegliere”.

Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2015