L’eterno secondo Dani Pedrosa ha detto basta, smette di correre in moto, forse per sempre. E a sostituirlo potrebbe arrivare l’altro campione protagonista di un inaspettato addio. Affinità e divergenze di due piloti che nel pieno della carriera decidono di abbandonare le corse. L’australiano Casey Stoner, campione fragile, tanto sfrontato e arrogante in pista quanto sensibile nella vita, aveva dato l’addio alla Ducati e alle due ruote alla fine del Motomondiale 2012. A soli 27 anni. Perché, disse, non reggeva più lo stress e i continui viaggi. Lo spagnolo Dani Pedrosa ha comunicato il suo ritiro (parziale? definitivo?) dalle corse dopo la prima gara del Motomondiale 2015 a Losail, in Qatar. Perché il braccio gli fa ancora male per una sindrome compartimentale all’avambraccio destro, e non riesce a correre come vorrebbe. La notizia, clamorosa, è che dal prossimo GP di Austin sulla Honda RC213V al posto di Pedrosa potrebbe sedersi proprio Stoner.

“Lo scorso anno ho faticato a ogni gara, e i miei risultati non sono mai stati all’altezza. Ho provato a lungo a trovare una soluzione ma non ho ottenuto risposte incoraggianti. Mi sono operato, e l’intervento non è andato bene”, ha detto Pedrosa a Losail, dopo un sesto posto che brucia: con il rivale Marquez dietro non solo non è riuscito a fare sua la corsa, ma si è fatto anche superare dal compagno di squadra. “Questo inverno ho viaggiato dappertutto per sentire pareri da medici diversi, per capire se una nuova operazione mi avrebbe permesso di competere ad alto livello e tutti mi hanno raccomandato di non operarmi – ha continuato lo spagnolo – E oggi siamo arrivati a questo punto. Non ho altra scelta. Non posso continuare a gareggiare così. Il piano è sistemare il problema, ma non so ancora come. Tornerò a fare visite e nel frattempo ringrazio tutti i miei sponsor e sostenitori per il supporto che mi stanno dando in questo momento difficile della mia carriera”.

Una carriera tutta alla Honda. Dopo la vittoria in 125 il piccolo Pedrosa – 1 metro e 60 per 50 kg scarsi – passa in 250 dove diventa il più giovane campione di sempre. E’ un predestinato. Vince ancora in 250 ma quando dall’anno successivo passa in MotoGP non riesce più: Hayden, Rossi, lo stesso Stoner due volte, il suo connazionale Lorenzo, gli stanno sempre davanti. L’ex bambino prodigio si è perso, fino a quando il 2013 non sembra l’anno giusto per la riscossa. Ma sulla Honda lo affianca il nuovo prodigio Marc Marquez. Il tempo passa inesorabilmente, il luminoso futuro ci mette un attimo a posizionarti alle tue spalle. Arriva terzo, l’anno dopo con i problemi al braccio quarto. Quest’inverno è una sofferenza e in Qatar parte male. E’ il momento di dire basta. Fino a quando il dolore fisico non passa, fino a quando la testa non si libera dei pensieri. Il sorriso di Valentino Rossi, che a 36 anni sale sul podio dopo essere riuscito a godersi le vittorie quanto le sconfitte, è il contrappasso della tristezza di Pedrosa.

“Questo è il momento più difficile della mia carriera, il dolore è troppo forte. Non posso correre in questo stato”, ha detto Pedrosa il giorno dopo. E adesso? L’idea di Shouey Nakamoto, presidente HRC, è assurda quanto meravigliosa: richiamare Casey Stoner, strapparlo alla sua famiglia e alla sua fattoria, ributtarlo in sella a una moto in piena bagarre. In realtà una mezza idea di tornare alle corse l’australiano ce l’ha già avuta, da poco aveva annunciato che avrebbe partecipato alla 8 ore di Suzuka, a luglio, con la Honda di cui è collaudatore. Ma la speranza degli appassionati, ovviamente, è di non vederlo in pista a Suzuka ma già il 12 aprile in Texas. Lo stesso Marquez, prima dell’inizio del Motomondiale, aveva confessato che il suo sogno era di gareggiare un giorno contro Stoner. E se il sogno si avverasse l’australiano, nonostante il lungo stop, diventerebbe subito di diritto proprio l’avversario numero uno di Marquez. Sarebbe la coppia più bella del mondo. E ci dispiace per gli altri.

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