Si sarebbe intascato una somma di circa 36 mila euro, i risparmi di due anziane signore della provincia di Messina. Il sindaco di Santa Maria Salina (il più importante dei tre comuni dell’isola di Salina, set del film “Il Postino”, nell’arcipelago delle Eolie), Massimo Lo Schiavo, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di peculato e da ieri sera (lunedì 30 marzo) si trova agli arresti domiciliari. Le “vittime” di questa storia sono due sorelle proprietarie di una casa e vari beni. Avendo bisogno di assistenza, nel giugno 2013, erano state trasferite  in una casa di riposo a Leni per essere curate e avevano quindi chiesto all’amministrazione di custodire i loro risparmi: 36mila ottocentonovanta euro, 212 dollari australiani e 180 dollari americani.

Alla presenza dei vigili urbani, il sindaco prese il denaro e lo sigillò all’interno di due buste. Alla morte di una delle due sorelle, fu nominato un amministratore di sostegno per l’altra signora, alla cui morte, ha chiesto di poter avere il denaro e le chiavi della casa delle sorelle. Ma il sindaco non ha voluto consegnare il dovuto, e dopo aver versato 6 mila euro all’amministratore ha iniziato a incasellare scuse dicendo che la somma lasciata dalla donne era di soli 25 mila euro e di non sapere più dove fossero le buste, andate perse durante un trasloco.

Ma nel corso delle indagini, i carabinieri le hanno trovate a casa del primo cittadino: vuote e non più sigillate, insieme a oltre 12 mila euro, parte in valuta straniera. Sono comunque in corso gli accertamenti per stabilire l’esatta provenienza del denaro.

Massimo Lo Schiavo, 42 anni, è al suo secondo mandato. Il 7 maggio 2012 era stato riconfermato sindaco con 363 voti, ottenendo l’82,13% di preferenze come candidato di una lista civica. L’altro candidato, il docente universitario Marcello Saija, aveva ottenuto 79 voti (17,87%). Nell’ottobre dello stesso anno si era candidato alle elezioni regionali con il Mpa di Raffaele Lombardo ottenendo 1.805 voti nel collegio della provincia di Messina, arrivando quinto nella lista Partito dei Siciliani – Mpa, ma senza essere eletto. Era stato anche coordinatore regionale dell’Ancim Sicilia (associazione dei Comuni delle Isole minori). Il suo impegno politico in questi anni si era concentrato soprattutto contro le trivellazioni che potrebbero interessare anche il mare delle Eolie.