Ieri sono entrata, spero proprio per l’ultima volta, in un ospedale psichiatrico giudiziario, quello che con meno eufemismi in passato era chiamato manicomio criminale. Ero ad Aversa, il luogo dove è partito lo scandalo dell’internamento dei rei folli e dei folli rei.

Per almeno un decennio l’associazione Antigone ha denunciato incessantemente le condizioni terribili di vita dei malati psichiatrici internati negli Opg. Era il 2003 quando sollevammo la questione degli ergastoli bianchi, ovvero di persone entrate in un manicomio criminale senza una pena determinata nella durata massima e lì dimenticate a vita. Il Presidente Ciampi concesse la grazia a Vito de Rosa che era da cinquant’anni abbandonato nell’Opg di Sant’Eframo a Napoli. Subito dopo la guerra, da ragazzino, Vito de Rosa aveva ammazzato il proprio padre-padrone. Mentre Gavino Ledda era riuscito a riscattarsi dalla propria storia familiare, Gaetano de Rosa non ci era riuscito.

Nel 2008 il Comitato europeo per la prevenzione della tortura denunciò le condizioni materiali di vita riscontrate nell’Opg di Aversa ma soprattutto la pratica medievale della contenzione fisica per periodi lunghissimi e non supervisionata dai medici. Una forma gravissima di maltrattamento. La delegazione europea trovò pazienti sedati e legati al letto da settimane, mesi. Nel 2010 e 2011 vi è stato il lavoro di inchiesta e denuncia della Commissione del Senato guidata dall’attuale sindaco di Roma Ignazio Marino.

Di quello che accadeva in questi luoghi opachi se ne accorse il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che li definì un orrore. Francesco Cordio, regista, raccontò quello che aveva visto insieme a Ignazio Marino nel documentario ‘Lo Stato della follia’. Riccardo Iacona lo trasmise a Presa Diretta. La Cgil si mise alla testa di un gruppo di organizzazioni (da Psichiatria democratica ad Antigone) dando vita a Stop Opg, con l’obiettivo di tenere sempre viva l’attenzione grazie a uno straordinario lavoro di advocacy e sensibilizzazione pubblica. Così è cambiata la legge.

Dal primo aprile saranno chiusi gli Opg e nasceranno le Rems a vocazione sanitaria. Nessuno potrà più stare all’infinito in un ospedale psichiatrico giudiziario anche se ha commesso una sciocchezza. Ovviamente bisognerà monitorare quello che accade per evitare in sequenza: che riparta un falso dibattito intorno alla sicurezza nelle città alimentato dai soliti imprenditori della paura, che le Rems si trasformino in mini Opg, che le Regioni non siano inadempienti rispetto ai loro obblighi di natura medica.