“La notizia mi ha lasciato senza parole. Perché chiunque fosse presente al palazzetto ha visto che si è trattato di una partita vera, dura, tesa”. E’ la replica di Alberto Cisolla all’accusa di combine lanciata da Francesco Baranca, segretario generale della Federbet, sull’incontro del campionato di pallavolo di serie A2 tra Ortona (dove gioca Cisolla) e Castellana Grotte. Il mondo della pallavolo è rimasto di sasso, sulle prime. “Ci portasse le prove”, commentano dalla Lega. “Noi siamo puliti”, replicano da Castellana. Poi ce lo vedi Alberto Cisolla che si vende una partita di Serie A2? Uno che ha vinto 7 scudetti con la Sisley Treviso, una medaglia d’argento ai Giochi olimpici di Atene, gli Europei di Roma del 2005. Pensare possa essere accostato allo scandalo delle partite truccate, in A2, per pochi spicci, ecco, fa quantomeno strano.Ma se la denuncia di Baranca fosse vera, uno come Cisolla sarebbe difficile che ne fosse all’oscuro. Non puoi pensare di far finire una sfida di pallavolo 3-2 senza che il tuo miglior giocatore ne sappia niente. E lui conclude. “Noi ci giocavamo anche il primo posto. L’accusa è pesante ma siamo sereni. Spetterà a chi di dovere indagare”. E qualcuno l’ha già fatto. E’ l’amministratore delegato della Lega Pallavolo Serie A, Massimo Righi. “Ogni volta che c’è un flusso di scommesse anomalo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ci avvisa, ci telefona. Ma questo flusso non c’è stato. Con quali prove Baranca mette sotto accusa la partita? Oltre al fatto che per truccare un incontro di pallavolo, tecnicamente, devono essere coinvolti almeno otto-dieci giocatori, più gli allenatori. Io ho fatto le miei indagini e vi dico che è tutto regolare, ma sarei al fianco di questo signore se scoprissi che c’è stata una truffa. Che lo dimostri, ci dia dei dati, invece ho la sensazione che si stia solo facendo pubblicità. Perché nessuno ha risposto alle accuse? Perché non si risponde a chiunque si alza la mattina e punta il dito contro di te senza mostrare le prove di una possibile colpevolezza”.

I tesserati non possono scommettere sul proprio sport, è regola Coni. Ma c’è chi, come il presidente di Castellana Grotte, sarebbe ancora più estremo: “Chiedo che le partite della mia squadra – dice Michele Miccolis – siano escluse dalle puntate. Io sono contrario per principio a queste strutture. Le chiamano scommesse pulite, ma la gente ci si rovina. Io ho la coscienza pulita, non c’è stato niente di illegale nel mio palazzetto“. Pallavolo sport pulito, dunque? Fino a prova contraria.