Punti Verde Qualità (Pvq) dovevano essere un’occasione di rilancio delle periferie romane grazie alla riqualificazione di aree verdi abbandonate. Le telecamere de Ilfattoquotidiano.it hanno filmato lo stato, ad oggi, degli impianti e delle opere più importanti. Quello che emerge è uno sperpero incredibile di soldi pubblici che hanno lasciato un buco nel bilancio delle casse comunali di almeno 250 milioni di euro, progetti incompiuti e strutture abbandonate. Tra queste emerge il PVQ Città del Rugby (nel XII municipio)33 milioni di euro circa di finanziamento e uno stadio in cemento lasciato in malora. Ma spieghiamo la genesi dei Punti Verde Qualità. Con la giunta Veltroni nel 2007, viene modificata la convenzione che regola gli accordi fra il Comune e i privati: il Comune si fa da garante presso la Banca di Credito Cooperativo (BCC) ed il Credito Sportivo (successivamente commissariato) per il 95% delle opere che realizzerà il privato. Se il progetto fallisce sarà il Comune a dover coprire il finanziamento erogato dalle banche. Con la giunta di Gianni Alemanno vengono stanziati gli ultimi 220 milioni di euro per l’operazione Punti Verde, nonostante le difficoltà già palesate. La fidejussione del Comune di Roma poteva rappresentare una corsia preferenziale per la riqualificazione delle periferie, visto che il Comune rimaneva proprietario delle aree, una sorta di socio di maggioranza del privato, il quale doveva restituire il finanziamento con la gestione dei PVQ. Ma non fu così. L’assenza totale di controllo delle amministrazioni capitoline, la mancanza di verifica dei piani economici da parte della BCC (anch’essa coinvolta nel fallimento), la connivenza di funzionari corrotti e di pezzi di politica, aveva azionato un giro di fatturazioni false per gonfiare i lavori e scappare col malloppo. Una miniera no-stop. In cui entrano anche alcuni dei protagonisti che saranno coinvolti nell’inchiesta Mafia Capitale. La Cooperativa 29 Giugno di Salvatore Buzzi aveva interessi diretti nella realizzazione di alcuni PVQ tra cui il Parco Feronia. Grazie a fatture false, le due società controllate da Salvatore Buzzi avrebbero intascato una cifra intorno ai 7 milioni di euro per lavori mai effettuati, dei 14 totali previsti. Struttura, anche questa, incompiuta. Spetterà ad Alfonso Sabella – assessore alla legalità del Comune di Roma e con delega ai PVQ – trovare la via d’uscita da questo intricato labirinto  Spetterà ad Alfonso Sabella – assessore alla legalità del Comune di Roma e con delega ai PVQ – trovare la via d’uscita da questo intricato labirinto  di Luca Verducci, collaborazione al montaggio Samuele Orini