Il giorno dopo l’apertura di Mediaset alla possibilità di accontentarsi di una quota di minoranza di Rai Way, la Consob ha “congelato” l’offerta di acquisto di Ei Towers sul 100% delle azioni della società delle torri controllata da viale Mazzini. Nella serata di giovedì, si legge infatti in una nota della società che fa capo alla famiglia Berlusconi, la commissione ha chiesto “informazioni supplementari” e ha comunicato contestualmente “la sospensione dei termini istruttori”, cioè i 15 giorni di calendario entro cui dovrebbe pronunciarsi sul documento di offerta che Ei Towers ha depositato il 16 marzo. Di conseguenza l’authority di vigilanza sulla Borsa darà il proprio parere non prima della prossima settimana, e potrebbe anche prendersi più tempo. La scalata a Rai Way appare quindi più difficoltosa, anche se secondo Guido Barbieri, amministratore delegato della controllata di Cologno Monzese, la comunicazione di Consob è “assolutamente fisiologica” e “si spiega alla luce del fatto che allo stato attuale la Rai e Rai Way non si sono espresse. Ma, è normale, siamo noi i promotori dell’offerta”.

Il 25 marzo la società del gruppo Mediaset aveva reso pubblica una nota di chiarimenti chiesta dalla stessa Consob in vista dell’assemblea straordinaria convocata per venerdì, che ha dato il via libera all’aumento di capitale da 374 milioni di euro a servizio dell’offerta. Nel documento chiariva di non escludere “a priori” l’esistenza di “modalità alternative” per raggiungere i “benefici derivanti dal progetto industriale” di creare un polo unico delle torri tv “anche nell’ipotesi di titolarità di una partecipazione di minoranza” nella controllata della Rai. Sì, quindi, all’ipotesi di rivedere la clausola che condizionava l’acquisto al raggiungimento del 66,7% del capitale. Evidentemente però questa ulteriore informazione non è stata ritenuta sufficiente. Peraltro venerdì Barbieri ha chiarito che Ei Towers non è interessata “a una partecipazione finanziaria di minoranza”: “Di sicuro non accetteremo uno scenario del 49% senza garanzie di governance e di gestione“, ha detto. “La soglia logica sarebbe quella del 51%”.

Per altro sull’offerta della società di Cologno Monzese pende ancora l’istruttoria aperta l’11 marzo, prima ancora dell’intervento di Consob, dall’Antitrust. L’authority che vigila sulla concorrenza vuole accertare l’eventuale creazione o rafforzamento di una posizione dominante nel settore dei trasmettitori tv, perché in caso di successo dell’operazione “l’unico concorrente nazionale” di Ei Towers nel settore dei trasmettitori di tv verrebbe spazzato via e la società di Cologno Monzese resterebbe l’unico gruppo a disporre “di una rete infrastrutturale” per la trasmissioni televisive “nell’intero territorio nazionale”, con una quota di mercato “di oltre il 70%”. Di conseguenza, sostiene l’Antitrust, “Mediaset sarebbe potenzialmente in grado di influenzare le condizioni competitive del suo principale concorrente”.

A dispetto degli ostacoli, Ei Towers sembra intenzionata ad andare avanti. Barbieri, durante l’assemblea dei soci che ha varato l’aumento con il 99,9% di voti favorevoli, ha detto che “a breve” i vertici della società prenderanno contatti con gli interlocutori di Rai Way: “E’ arrivato il momento che la nostra controparte si esprima nel merito industriale del progetto”. Dalla riunione degli azionisti è arrivato pure un appello al governo: Arturo Albano, rappresentante del fondo Amber Capital, che non solo ha il 2% di Ei Towers ma è anche socio di Rai Way, ha detto di augurarsi che l’esecutivo “dimostri intelligenza e lungimiranza e metta da parte considerazioni politiche che poco hanno a che fare con un progetto di grande respiro industriale“.

Amber ha anche proposto alla controllata di Mediaset di rivedere la struttura dell’offerta aumentando la parte azionaria. Una mossa che permetterebbe alla Rai di avere un maggior peso azionario nell’operatore frutto dell’eventuale fusione. Ma Barbieri ha risposto che al momento “tecnicamente non è possibile fare niente che si discosti dall’offerta”. In compenso il manager ha detto chiaramente che “può essere auspicabile” che l’azionista di controllo Mediaset decida di favorire la creazione di un polo indipendente delle torri, aprendo anche alla possibilità di cedere parte delle sue quote. “Spero prendano in considerazione questa ipotesi, ma non ho elementi a riguardo”, ha poi precisato.