Sarà anche vero che l’Italia sta ripartendo e nel primo trimestre il Pil tornerà a crescere, ma l’industria continua a mostrare segnali di sofferenza. A gennaio il fatturato è infatti calato dell’1,6% rispetto a dicembre, per effetto di una flessione dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Peggio ancora l’andamento su base annua: -2,5%. Un calo “abbastanza importante”, secondo l’Istat, dopo il risultato positivo di dicembre quando si era registrato un +1,4% su mese e +0,9% su anno. Più in dettaglio,  il fatturato dell’energia cala del -13,6%, quello dei beni strumentali del -2,2% e i beni di consumo dello 0,4%.  In aumento invece dello 0,3% il fatturato dei  beni intermedi.

Su base tendenziale si registrano aumenti significativi per il fatturato dei mezzi di trasporto, a +10,1%, dei prodotti farmaceutici di base e dei preparati farmaceutici (+3,7%) e delle industrie tessili, abbigliamento pelli e accessori (+3,4%). Le contrazioni più marcate hanno riguardato i fatturati della fabbricazione di coke (-27%), delle attività estrattive (-11,8%) e della produzione di macchinari e attrezzature (-5,1%).

Meglio il mercato dell’auto: il fatturato dell’industria degli autoveicoli è cresciuto a gennaio del 18,9% rispetto all’anno precedente. L’Istat rileva anche aumenti anche per gli ordinativi di auto del 14,2%. La prudenza resta comunque obbligatoria perché, come emerso con riferimento ai dati sulle immatricolazioni di febbraio, l’andamento del settore è fortemente influenzato dalle numerose immatricolazioni di auto a noleggio legate all’Expo di Milano (noleggio a breve termine) e al recupero dei contratti non rinnovati negli anni scorsi.