A differenza degli Hunger Games, dove tutti sono cacciatori e prede, la stagione 2015 della MotoGP che comincia domenica sera con la gara in notturna sul circuito di Losail (Qatar) prevede un solo fuggiasco e un nutrito gruppo di inseguitori. La preda è ovviamente il 23enne spagnolo Marc Marquez, due volte di fila campione del mondo, che lo scorso anno inanellò una striscia iniziale incredibile di dieci vittorie consecutive trasformando la pellicola in un lungo assolo. Gli inseguitori sono i “soliti” Pedrosa (suo compagno sulla Honda RC213V), Rossi e Lorenzo (a bordo della Yamaha YZR-M1) con l’aggiunta da quest’anno delle Ducati Desmosedici affidate a Dovizioso e Iannone. Il film della stagione 2015 si comporrà di 18 episodi, a cominciare dal 29 marzo in Qatar fino all’8 novembre a Valencia, due dei quali saranno girati in Italia e a San Marino, rispettivamente il 31 maggio al Mugello e 13 settembre a Misano. Le gare saranno trasmesse in diretta da Sky, che da quest’anno si avvale del racconto mitico di Guido Meda, mentre sul digitale terrestre Cielo ne farà vedere otto in diretta e dieci in differita.

Al solito partecipano due categorie: la Factory dei migliori team (5 motori non modificabili, 20 litri di benzina, centralina Marelli e software autonomo) e la Open delle due ruote minori (12 motori sviluppabili, 24 litri di benzina, centralina Marelli, software della Dorna uguale per tutti e la possibilità di una mescola extra morbida). Oltre alla sottocategoria Factory 2 della Ducati, e da quest’anno anche di Suzuki e Aprilia, dove si hanno i vantaggi della Open fino a che non si raggiungono determinati risultati. Aprilia e Suzuki che potranno continuare a sviluppare il loro software personale anche dopo il 30 giugno, quando le altre invece si fermeranno e si metteranno insieme per costruire il software comune per il 2016, quando tutti avranno la medesima centralina. Poche le novità tecniche e regolamentari per il 2015. Il peso scende da 160kg a 158, la sanzione per chi sfora il numero dei motori passa da 10 a 5 secondi, è aggiunta la riga bianca fuori dalla pit lane come in Formula Uno. Dal 2016 invece, con il passaggio di testimone nella fornitura dei pneumatici dalla Bridgestone alla Michelin, cambieranno anche i cerchi: da 16,5 pollici a 17.

“Non vedo l’ora di partire”, dice Marc Marquez. E non potrebbe essere altrimenti visto che il campione spagnolo nelle prove libere ha fatto già vedere di essere pronto a cominciare da dove aveva finito lo scorso anno: davanti a tutti. Bontà sua il cannibale, che sul circuito di Losail ha vinto “solo” due volte in carriera e non lo sente come suo, ammette che quest’anno potrebbe essere più impegnativa: “Ci sono molti piloti in sella a moto veloci come abbiamo visto nei test, e la prima gara sarà senz’altro interessante”. La Honda va, lui è un fuoriclasse, il terzo titolo consecutivo non è un’utopia. Dani Pedrosa, che da ragazzino spopolava ma da quando è in MotoGP non ha più vinto, gli farà anche quest’anno da gregario di lusso. “Il clima è positivo, siamo carichi, motivati, pronti e curiosi”, distribuisce saggezza e serenità il vecchio santone delle due ruote, il 36enne Valentino Rossi. Il tempo passa per tutti, quando il Dottore vinceva in 125 Marquez aveva 3 anni. Dopo i nove titoli conquistati, uno a testa in 125, 250 e 500 e sei in MotoGP, la “decima” come il Real Madrid è solo un sogno, ma lui ci proverà fino in fondo.

Meno sereno di Valentino, ma forse più indicato come sfidante ufficiale del re, il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo. Era il predestinato, ma sulla sua strada a un certo punto è apparso Marquez a rovinargli i piani. Dopo la brutta stagione passata rialza la testa: “Servirà essere concentrati e non sbagliare più, voglio lottare per il titolo”. La Yamaha sembrava essere dalla sua parte fino alle prove in Malaysia, ma in Qatar ha rallentato. Staremo a vedere. Dopo cinque anni di astinenza, nel 2015 potrebbe finalmente rivedersi una Ducati sul gradino più alto del podio. Gli esperti la dipingono come una moto fantastica, e la strana coppia di Andrea – il placido Dovizioso e l’aggressivo Iannone – sembra fatta apposta per cavalcarla. I grandi ritorni di Suzuki, con la GSX-RR, e Aprilia, con la RS-GP, servono solo a preparare la strada per il futuro. Per adesso però i giapponesi sembrano più avanti dell’azienda di Noale.

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