Otto famiglie riprese mentre affrontano il rientro a casa di una neo mamma con il suo bambino. Tre ostetriche a seguirle. “Le telecamere le mostreranno in azione nei primi giorni di vita dei neonati” per rendere tutte “le prime volte più semplici grazie al loro aiuto”, si legge sul sito di Chicco nella sezione in cui è presentato “Ostetriche: quando nasce una mamma”. Perché su Real Time, il primo docureality dedicato ai neonati – in onda dal 26 marzo – è stato realizzato proprio in collaborazione con il noto brand di prodotti per l’infanzia. Il risultato è stato “un video promo dove nessuna delle mamme allatta al seno – commenta Valentina Bonomi, ostetrica libera professionista di 28 anni – e diverse foto che ritraggono operatrici sanitarie con ciucci e biberon in mano”. Una “palese violazione” del Codice deontologico secondo l’International Baby Food Action Network (Ibfan), “che ancora una volta sponsorizza l’allattamento artificiale invece che consigliare quello naturale”, racconta a ilfattoquotidiano.it la presidente di Ibfan Italia Paola Negri.

E mentre Ibfan e Federazione nazionale delle ostetriche vedono nel materiale pubblicitario del format l’ennesima violazione del Codice dell’Oms – che vieta la promozione dei sostituti del latte materno – dalla Chicco rispondono: “Nel programma ci saranno tantissime tette”. A dirlo a ilfattoquotidiano.it è Elena Aniello, direttore marketing di Chicco. “Sono stupita dal fatto che arrivino critiche prima ancora che le puntate siano messe in onda – continua Aniello – Ognuno fa il suo mestiere ed è inevitabile che Chicco voglia vendere i suoi prodotti. Ma i contenuti di ogni puntata sono stati verificati da professionalità medico scientifiche” e se si aspetterà la messa in onda delle puntate si noterà anche la presenza “di diverse mamme che allattano al seno”. Una risposta che non è bastata a tutte quelle ostetriche che hanno scritto indignate alla Federazione nazionale.

“È il rilancio dell’ostetrica? No, forse qui c’è in ballo solo il rilancio della Chicco”, commenta Bonomi. “Voglio convincermi della buona fede delle tre colleghe che, in un momento di crisi della nostra professione, hanno visto un’opportunità in questo programma – continua Bonomi – Purtroppo però marketing ed etica non vanno di pari passo e la violazione del Codice è fatto grave”. Soprattutto in un contesto che virtualmente raggiungerà milioni di persone.

Il Codice deontologico delle ostetriche, di fresca revisione a luglio 2014, al punto 3.6 sancisce l’adesione al “Codice internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno” siglato da Unicef e Oms per tutelare l’allattamento al seno. In sintesi, “si vieta la pubblicità di prodotti per neonati che possono influenzare la salute di mamma e bimbi – spiega la presidente di Ibfan Paola Negri – come quelli che possono portare a una idealizzazione dell’alimentazione artificiale, facendola apparire come la normalità”. Le mamme devono essere libere di scegliere, quindi, ma “invece di essere continuamente condizionate da pressioni commerciali – continua Negri – che vogliono farle credere ‘normale’ l’allattamento artificiale”.

“La Chicco è una delle più grandi e sistematiche violatrici – accusa Negri – e chiedere l’aiuto degli operatori sanitari è un vecchio trucco”. Ibfan redige un rapporto periodico che illustra tutte le violazioni. Lo scorso anno, per denunciarle tutte, sono servite 116 pagine. “Purtroppo non tutte le donne sanno che ciucci e biberon possono compromettere l’allattamento – spiegano da Ibfan – o che tisane e altri alimenti sono inutili e dannosi. Ma questo l’industria lo sa bene”. Un programma “denigrante”, almeno dalla presentazione che al momento ne viene fatta sui siti di Real Time e Chicco, “perché ci ritrae come venditrici e non come operatrici sanitarie”, conclude l’ostetrica.

Sul sito internet di Chicco non si può fare a meno di notare la sezione “Scopri i prodotti utilizzati durante gli episodi”, dove sono pubblicizzati anche diversi articoli per l’allattamento artificiale. Ma a una settimana dalla lettera di Bonomi, sul sito internet del brand qualcosa è cambiato. Nella foto che sponsorizza il programma l’ostetrica Paola, infatti, non regge più in mano un biberon ma un sonaglietto, mentre sul sito di Real Time da qualche giorno il video promo è stato rimosso. “Il cambio della foto? Una casualità che non è legata alle polemiche di questi giorni”, precisa il direttore marketing di Chicco. Rispetto alla rimozione del video di presentazione del programma, invece, “è stata fatta per evitare polemiche inutili”, racconta a ilfattoquotidiano.it Discovery Italia, gruppo a cui fa capo Real Time, che definisce “del tutto casuale” la selezione nel video promo di sole immagini di mamme che allattano con biberon.

Sul fatto che la trasmissione possa essere uno spot per l’azienda è dubbiosa anche la Federazione Nazionale delle Ostetriche. “La partecipazione al programma tv delle tre ostetriche, riprese con in mano prodotti del marchio sponsor – commenta la presidente di Fnco Maria Vicario – lede l’immagine stessa della professione”. Chiaro il punto della Federazione: “Gli operatori sanitari non devono accettare compensi o farsi promotori di alimenti per lattanti se non è necessario nell’ambito di una valutazione professionale”. E mentre “in tv si diffonde sempre più l’attività pubblicitaria di tettarelle, paracapezzoli e biberon”, secondo la Federazione le ostetriche di tutta Italia devono scendere in campo a tutela del Codice deontologico.