Non c’è inchiesta o Expo alle porte che tenga, il Cavalier Benito Benedini tira dritto. Anzi, imprime un’accelerata al rinnovo dei vertici della Fiera di Milano che entreranno in carica giusto due giorni prima dell’inaugurazione dell’esposizione universale meneghina, in cui la società quotata in Borsa riveste un ruolo chiave. All’inizio della settimana il presidente della Fondazione Fiera, un ente di diritto privato che però svolge funzioni “di interesse generale, senza fini di lucro e la cui  gestione è ispirata a criteri di efficienza ed economicità” e i cui vertici sono nominati da Regione Lombardia, Comune di Milano, Camera di Commercio e Presidenza del Consiglio dei ministri, ha riunito il comitato esecutivo per stilare la lista dei candidati alla guida della spa di cui controlla il 62 per cento.

Nella prima stesura dell’elenco, secondo quanto trapela dalle cronache locali, non figura l’attuale amministratore delegato della Fiera, Enrico Pazzali. La persona, cioè, che ha bloccato l’appalto da 25 milioni di euro che la stessa società aveva assegnato alla Manutencoop di Claudio Levorato per la manutenzione dell’intero quartiere fieristico contiguo al sito che dal primo maggio ospiterà l’Expo. Il motivo? La scoperta della lettera d’incarico con cui il gruppo cooperativo in occasione della gara d’appalto, nel 2014, aveva assegnatoa una consulenza da potenziali 600mila euro alla House Tech, una piccola srl guidata da Carlo Brigada, la stessa persona che in un’altra azienda, la Itd International, è socio di Riccardo Benedini, figlio di Benito. La vicenda, in seguito a un esposto dello stesso Pazzali, è sul tavolo della Procura di Milano che per ora indaga contro ignoti. Nessun “imbarazzo”, però, per Benedini senior che in seguito a un articolo del Fatto Quotidiano sulla vicenda aveva espresso apprezzamento per “lo zelo del dott. Pazzali”, sostenendo che “non esiste alcun conflitto d’interessi” e aggiungendo che “se avessi saputo delle “voci interne” prima, e del contratto poi, avrei detto allora quanto ribadisco adesso, risparmiando tempo a tutti: ‘Benito Benedini e il suo Gruppo non hanno niente a che fare con Manutencoop e con House Tech, tantomeno (e ci mancherebbe) in relazione a Fiera Milano Spa'”.

Zelo talmente apprezzato che Pazzali è finito sulla via del siluramento. Al suo posto è in predicato di arrivare un uomo che gode senz’altro di maggiore fiducia da parte di Benedini, cioè l’attuale direttore generale della Fondazione Fiera, Corrado Peraboni, ex parlamentare della Lega che non dispiace né al presidente della Regione, Roberto Maroni, né al numero uno della Camera di Commercio, Carlo Sangalli. Per la presidenza, invece, è testa a testa tra l’avvocato Cristina Rossello e Franco Moscetti. La prima è nota alle cronache per essere stata uno degli avvocati di Silvio Berlusconi in occasione del divorzio da Veronica Lario. Ma anche, per il suo ruolo di segretaria del patto tra i soci di Mediobanca, per il caso del papello Nagel-Ligresti che custodiva nella cassaforte del suo studio e oggetto di imbarazzanti interrogatori in Procura a Milano. Più quotato il suo rivale, nominato Cavaliere del lavoro dallo stesso Benedini nel 2012 – quando quest’ultimo guidava la Federazione Nazionale dei Cavalieri del lavoro – e attualmente ad di Amplifon, società che figura tra i clienti della Itd di Brigada e Benedini junior.

A vigilare sul tutto, poi, dovrebbe essere chiamata Maria stella Brena candidata in pectore per la presidenza del collegio sindacale. Incarico che la commercialista di Legnano già ricopre per la Progetto Grano, società della famiglia Benedini in pegno a Intesa Sanpaolo. Il suo nome, poi, compare tra i membri del collegio sindacale della Amplifon di Moscetti, che con lei e Benedini figura anche tra i vertici della Fondazione Angelo De Gasperis. Il presidente della Fondazione Fiera e del Sole 24 Ore, infatti, è infatti presidente e socio fondatore dell’ente milanese per la diffusione della cultura medico scientifica che affianca il Dipartimento Cardiotoracovascolare dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda, l’amministratore delegato di Amplifon candidato alla presidenza di Fiera Milano, invece, ne è semplice consigliere, mentre la Brena guida il collegio dei revisori dei conti. Insomma, quasi una famiglia, la cui quiete non sarà certo turbata dalla riconferma dei più storici amministratori di Fiera: l’ultraottantenne Romeo Robiglio nominato dalla Fondazione Cariplo di Giuseppe Guzzetti e il sindaco leghista di Varese, Attilio Fontana che è anche vicepresidente della società.