Caro Matteo “Doppio Slalom” Salvini,

Certo ne ha dovuta mangiare di cassoeula per diventare, da “nullafacente” negli studi Mediaset, segretario della Lega. E portarla addirittura al 15% nei sondaggi (occhio però, sono solo sondaggi).

Coerente nell’opposizione al governo Renzi, e prima ai governi Letta e Monti, nelle battaglie contro l’Europa-Forcolandia e l’immigrazione (sia pure, oggi, con maggiori cedimenti alla destra neofascista), non sembra esserlo altrettanto nelle prese di posizione su moralità e giustizia. Su questi temi, deve ammettere, riesce a fare slalom sorprendenti, degni di Alberto Tomba.

Oggi che Renzi difende i suoi sottosegretari indagati, lei giustamente tuona: “È garantista coi suoi amici ed è inflessibile con chi non sta nella sua cerchia”; così come giustamente era intervenuto contro il decreto del governo sulla non punibilità dei reati più lievi: “Niente galera per chi commette furto, danneggiamento, truffa – scrisse su Facebook – con la sinistra al potere l’Italia diventa il paradiso dei delinquenti”. Peccato però che poi, tra il dire e il fare, lei e la Lega abbiate messo di mezzo un mare più vasto di quello che vorreste sbarrare ai migranti. La sua Lega Nord ha appeso molto presto al chiodo il cappio dei tempi di Mani Pulite: è stata l’alleato più fedele di Berlusconi, e pur avendo i ministeri strategici (per Berlusconi) della Giustizia e dell’Interno, ha votato tutte – dico tutte – le leggi ad personam. Alla faccia della legge uguale per tutti.

Poi, per non essere da meno, anche voi siete stati travolti dagli scandali: Belsito, Bossi, il Trota, soldi pubblici finiti (pare) in diamanti, investimenti in Tanzania e lauree farlocche.

Certo, le colpe dei padri non possono ricadere sui figli neanche in politica, quindi si aspetta: cosa farà Salvini, il nuovo segretario tutto d’un pezzo che rivolta la Lega come un calzino? Chiede la galera per i ladri d’appartamento, ma non si costituisce parte civile contro quelli che hanno rubato in casa sua (e nostra).

Non solo: a proposito dell’“essere garantisti solo con gli amici”, la Lega si schiera contro la decadenza di Berlusconi e, nell’ultimo anno, si astiene sulla riduzione delle pene per il voto di scambio politico-mafioso e sull’autoriciclaggio, e dice no all’ordine del giorno del M5S sulla sospensione dei vitalizi per i parlamentari in carcere (tipo “l’amico” Marcello Dell’Utri), nonché all’uso delle intercettazioni per il senatore Ncd Azzollini (indagato per una presunta maxi-frode da 150 milioni di euro) e per l’ex senatore Pd Papania (sotto inchiesta per voto di scambio e corruzione). Alla faccia della tolleranza zero contro il malaffare.

Per arrivare alla sua recente richiesta di dimissioni del ministro Lupi, che “tiene famiglia”. Ma pure lei non è certo un agnello, visto che ha piazzato la sua ex compagna in Regione Lombardia.

Caro Salvini, non è che anche per lei valgono due pesi e due misure: evoca “manette di ghisa” per poveri cristi e immigrati, e “tenuità del fatto” per gli amici potenti?

Da uomo del Nord, forse, potrà dare lezioni di sci a Renzi, ma non di questione morale. Su questa, temo, il vostro è uno slalom parallelo.

Un cordiale saluto.

Il Fatto Quotidiano, 24 Marzo 2015