Fu il primo luogo che il presidente della Repubblica scelse di onorare il 31 gennaio, ancora prima di giurare in Parlamento e insediarsi al Quirinale. Oggi, 24 marzo, a 71 anni dell’eccidio delle Forsse Ardeatine, il capo dello Stato Sergio Mattarella è tornato a onorare le 335 vittime della strage nazi-fascista del 1944. Mattarella ha deposto una corona d’alloro. Insieme al presidente anche il presidente del Senato Piero Grasso, il ministro della Difesa Roberta Pinotti, oltre al sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente della Regione Lazio Luca Zingaretti. Dopo il saluto di Rosina Stame, presidente dell’Associazione nazionale famiglie italiane martiri caduti per la libertà della Patria, sono stati letti i nomi delle vittime della strage: da Agnini Ferdinando a Zironi Augusto. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha partecipato al ricordo con un tweet con cui ha citato un’iscrizione del sacrario delle Ardeatine: “‘Figli portate con fierezza il ricordo’. Io non dimentico l’eccidio dei 335 uomini liberi, vittime della barbarie alle Fosse Ardeatine”. 

Il massacro fu conseguente a un’azione di resistenza organizzata e attuata da un gruppo di partigiani comunisti aderenti ai Gap il 23 marzo 1944. L’esplosione di una bomba costa la vita a 33 soldati tedeschi, in gran parte sudtirolesi. La risposta nazista di Herbert Kappler sarà la strage delle Fosse Ardeatine in cui verranno trucidati 335 italiani: per ogni tedesco ucciso pagheranno con la vita dieci italiani, scelti tra i detenuti politici e comuni di Regina Coeli e del carcere di via Tasso. All’elaborazione della lista delle vittime designate partecipò anche la polizia fascista italiana. Il 24 marzo i 335 italiani raggiungono le cave di pozzolana lungo la via Ardeatina, scelte per l’esecuzione. Sono 5 in più, ma Kappler, informato dal capitano Erich Priebke, dice di procedere perché ormai anche loro “avevano visto tutto”. “Dobbiamo sempre ricordare che questi episodi non si devono più verificare e su questo dobbiamo costruire un Paese migliore” ha dichiarato il presidente Grasso. “Dobbiamo cercare – ha aggiunto Grasso – di contrastare il terrorismo soprattutto invocando la pace come è stata invocata in questa manifestazione”.