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La lettera di Mila Mercadante
23.03.2015

La politica dello storytelling

Caro Direttore,

 

ho letto un’intervista a Christian Salmon e ho trovato interessante questa osservazione: “I media hanno abbandonato la funzione giornalistica e le loro missioni originali – l’inchiesta, il reportage, l’analisi politica, l’attualità, l’informazione – per abbandonarsi a una funzione di decodifica. Sono i critici teatrali dello spettacolo della politica”. E’ vero, perché i media raccontano una storia falsa, tengono in piedi la commedia, incorniciano un personaggio pubblico attraverso una comunicazione che non è più realmente politica e che non si attiene tanto ai fatti quanto alla migliore rappresentazione di essi.

 

E’ ciò che Salmon definisce storytelling, paravento della perdita di autorevolezza dei governanti, costretti ormai ad attenersi a regole dettate dalla finanza, dal mercato globale. Una recita, insomma. L’informazione è ormai infinita, i quotidiani sono una piccola parte di essa, il web ci consente di avere a portata di clic notizie dal mondo in tempo reale, pareri, ottimi approfondimenti. Ho collegato le riflessioni di Salmon al suo recente articolo, nel quale invitava i lettori de Il Fatto Quotidiano a rispondere a un questionario e a scrivere lettere per la nuova rubrica del direttore.

 

Quando ho compilato il questionario ho notato con piacere che lo sforzo che questo giornale sta facendo non riguarda solo gli aspetti meramente pratici: le domande sulle preferenze tra il cartaceo e il digitale o sull’abitudine a far uso di app a pagamento sono importanti, si, ma mi pare che vi interessi seriamente e soprattutto il coinvolgimento emotivo dei lettori, la loro partecipazione attiva. Questo testimonia l’intenzione di correre dietro al tempo, che è velocissimo, e dietro al nuovo, che ogni giorno ci mette tutti alla prova e che in particolare ha fatto sì che i media tradizionali invecchiassero di colpo. Il Fatto Quotidiano è in grado di fornire ai cittadini un’informazione plurale e un giornalismo d’inchiesta, è tanto ma non basta per tener testa ai cambiamenti, quindi le chiedo: il futuro prossimo spazzerà via i quotidiani cartacei? Quali sono le ragioni, secondo lei, che garantirebbero la loro sopravvivenza nell’era digitale?

 

Grazie per l’attenzione,
Mila Mercadante

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