Alberto Ricci e il suo loden sono inseparabili. Resta nella storia una sua fotografia pubblicata, se non ricordo male, sul Corriere della Sera: era estate, una delle più calde in assoluto, afosa fino alla follia, e l’ingegnere Alberto Ricci si muoveva per Milano con il suo loden verde pisello. Eppure si tratta dell’uomo più razionale che abbia mai conosciuto.

Un cittadino nel vero senso della parola, unisce la passione civile, il garbo e la lucidità. Non si scompone mai. Anche durante un terremoto non perderebbe il suo self control, tutto è a misura d’uomo per l’ingegnere Ricci, anche l’infinito e i suoi cataclismi interiori. Ha un aspetto gracile, esile, ma senti una forza non comune in ogni suo gesto, senti l’idea sotto ogni movimento, la sua visione del mondo prende forma quando cammina, Ricci è un camminatore instancabile, i suoi passi seguono un percorso intellettuale, conversa con la città quando cammina e forse anche con i suoi ricordi, è un uomo intimamente dialettico.

Ogni tanto si concede qualche viaggio negli Stati Uniti, e ha fatto volontariato in Africa, così in questo milanese colto e raffinato puoi sentire scorrere anche il fiume Congo, sotto il suo loden si cela l’equatore, e l’avventura.
Un personaggio unico nel suo genere, con il dono della voce strumentale. In questo film avete la possibilità di conoscerlo.

Poesia del giorno:

Tecniche per non sentire il morso dell’angoscia

Pensare a un canguro antartico.
Ridicolizzare la polvere con il Folletto.
Mettere un addio sotto il cuscino.
Farsi un frullato di banane alle tre del mattino.
Pensare a Ollio ( Oliver Hardy ).
Andare a un appuntamento al buio con
gli occhiali da sole.
Andare al museo di scienze naturali
con il bigino della morte in tasca.
Leggere una rivista di gossip sull’orlo
di un burrone.
Tirare uno schiaffo improvviso a chi
dice : “il tempo è un gran dottore”.
Farsi una passeggiata senza preservativo.
Confidare un sogno a una pietra.
Fare collezione di allucinazioni.
Inseguire una farfalla per dirle: “puttana”.
Lasciarsi andare.
Condannare al rogo la pizza con l’ananas.
E incontrare un ostacolo pur di non
sentirsi soli.