Il presidente della Repubblica tunisina Beji Caid Essebsi, in un’intervista in tv dal Bardo, ha detto oggi che gli inquirenti “stanno dando la caccia” al terzo attentatore, che è in fuga ma – assicura – “non andrà lontano”. Il presidente ha inoltre ammesso qualche responsabilità dal punto di vista della mancata sicurezza al Museo: “I nostri servizi di sicurezza hanno reagito in modo molto efficace per porre fine rapidamente all’attacco al Bardo – ha detto – evitando certamente decine di morti in più che ci sarebbero stati nel caso in cui i terroristi fossero riusciti ad attivare le cinture esplosive. Ma a monte la polizia e i servizi non sono stati abbastanza sistematici da assicurare la sicurezza del museo”. Il Presidente tunisino ha anche annunciato che il 29 marzo si terrà una marcia di solidarietà per le vittime dell’attentato al museo e contro il terrorismo. Verrà anche inaugurata una stele in onore delle vittime. Il corteo partirà da Bab Saadoun con destinazione il Bardo e la sede del Parlamento. Per Essebsi, “il terrorismo non è una questione tunisina ma anche europea” e “coinvolge certamente anche i francesi e gli italiani”: “Non è tramite dei mezzi di polizia o di sicurezza che vinceremo la battaglia contro il terrorismo” ma “serve una politica d’avanguardia”. “L’Occidente – ha aggiunto – ha paura dell’islam per ignoranza, perché non conoscono il vero islam. I tunisini sono dei buoni musulmani”, ha proseguito Essebsi. “I movimenti islamisti non sono movimenti religiosi ma politici, che strumentalizzano la religione per arrivare al potere”, ha affermato. “Il popolo tunisino è musulmano ma è molto tollerante. Io chiedo solo di essere musulmani e non islamisti”.

Intanto arriveranno oggi all’aeroporto di Caselle le due donne dipendenti del comune di Torino gravemente ferite nell’attentato mercoledì scorso. Si tratta di Anna Abagnale e Carolina Bottari, quest’ultima moglie di Orazio Conte, ingegnere informatico morto nell’attacco terroristico. Le due donne dovrebbero arrivare, secondo quanto si apprende, a bordo di un velivolo militare e poi essere trasportate al Cto di Torino. Carolina Bottari aveva espresso la volontà di partecipare ai funerali del marito Orazio che si terranno domani, ma saranno i medici a dire se la donna potrà prendere parte alle celebrazioni alla Consolata in base alle sue condizioni mediche.

Proprio a Torino è stata aperta la camera ardente per le vittime dell’attentato dello scorso mercoledì. Un violino e uno spartito appoggiati sulla bara di Orazio Conte, fiori bianchi su quella di Antonella Sesino. La camera ardente è allestita nella Sala Colonne del Municipio. A vegliare le bare accanto a parenti e amici ci sono i dipendenti del Comune di Torino. Anche il sindaco, Piero Fassino, con la fascia tricolore, ha reso omaggio alle due vittime. Al centro della sala c’è il gonfalone del Comune di Torino mentre accanto alla bara di Antonella Sesino è stato posizionato quello del Comune di San Mauro Torinese, dove la donna viveva. Presente anche il sindaco di San Mauro, Ugo Dallolio.