Nulla di cui stupirci. Niente di nuovo. E’ l’opinione del politologo Giorgio Galli sullo scandalo che ha portato il ministro delle Infrastrutture ad annunciare le dimissioni dopo che la procura di Firenze aveva fatto arrestare il megaburocrate Ettore Incalza insieme ad altre quattro persone per gli appalti nelle grandi opere. Anzi, leggendo il suo ultimo libro, ‘Il golpe invisibile‘ (Kaos edizioni, 2015) si ha l’impressione che il sistema decennale di cui parlano gli inquirenti sia nella tradizione di un Paese che secondo Galli è dominato da una borghesia finanziario-speculativa e un ceto burocratico-parassitario che avrebbe “saccheggiato l’Italia repubblicana fino a vanificare lo stato di diritto”. Evoluzione di un “familismo amorale” che negli anni ’70, complice una crescita economica che inaugura l’inesorabile parabola discendente, non troverà più argini, tra gli errori e la timidezza riformatrice del Pci e un’elefantiaca Democrazia cristiana “già in buona parte cannibalizzata dai ceti predatori”. Verrà poi Craxi e seguirà il ventennio di Berlusconi, secondo il politologo la “perfetta espressione di una politica che alla burocrazia parassitaria e alla finanza speculativa ha deciso di dare piena rappresentanza”. Nella ricostruzione di quattro decenni, Galli parla di una vera e propria cultura alternativa a un civismo che in Italia non trova dimora, se non nell’azione di alcuni uomini: osteggiati, esclusi, a volte eliminati. “E’ quella cultura, quel familismo amorale, che fa dire a Lupi le cose che abbiamo sentito”, spiega Galli: “Perché difendere il sistema, i propri interessi e quelli dei familiari è l’unico modo che conoscono di amministrare la cosa pubblica”. Un destino che conduce fino a Matteo Renzi, descritto nel libro a partire dagli esordi, affari di famiglia compresi. Come i guai con la giustizia per non aver concesso un co.co.co. ai 500 strilloni che vendevano i quotidiani distribuiti dalle società dei Renzi. “Il padre Tiziano appartiene al ceto burocratico-parassitario”, afferma Galli senza alcun dubbio, e sul figlio premier aggiunge: “Dovesse accorgersi che il suo potere è a rischio, perché la crisi e il disagio diventano tali da trasformarsi in protesta e da esigere risposte, Renzi potrebbe decidere di attribuirsi un ruolo che non sia quello del gestore dell’impoverimento italiano”  di Franz Baraggino, riprese e montaggio di Matteo Fiacchino

Il libro verrà presentato OGGI venerdì 20 marzo a Milano alle 18.30 alla Sala Cinema della Società Umanitaria, a discuterne insieme all’autore interverranno Peter Gomez, direttore de ilfattoquotidiano.itArmando Massarenti, responsabile del supplemento culturale de Il Sole-24 Ore-Domenica e Sergio Rizzo, editorialista del Corriere della Sera