La corruzione costa all’Italia 60 miliardi l’anno. Secondo l’Indice di Percezione della Corruzione (Ipc) 2014 il Bel Paese si classifica sessantanovesimo, agli ultimi posti in Europa. Gli scandali di Mafia Capitale e delle Grandi Opere sono solo l’ultima dimostrazione di come la percezione dei cittadini non si discosti poi tanto dalla realtà. I dati appena pubblicati dall’Anac non sono per niente rincuoranti e l’emendamento anticorruzione proposto dal presidente Grasso giace in Senato da due anni. La nostra legislazione lascia ancora irrisolti una serie di problemi basilari, dalla prescrizione al falso in bilancio e il voto di scambio.

Se governo e amministrazioni sono lenti a rispondere, cosa possono fare comunità, Ong, imprese e cittadini per tutelarsi? Quali sono le iniziative anticorruzione popolari e virtuose che tentano di rimediare all’inefficienza del governo? Le campagne internazionali e nazionali sono aumentate notevolmente negli ultimi anni, ma la corruzione continua ad essere una piaga in crescita. Paradossalmente, queste campagne spesso portano ad un aumento della corruzione a livello locale ed uno dei motivi è che i corrotti sentendosi minacciati aumentano le loro pratiche intimidatorie. Questo è il caso della Cina per esempio che ha perso ben 20 posizioni Icp dall’avvio della campagna anticorruzione di Xi Jinping.

Ecco perché secondo la Oxfam le migliori pratiche anticorruzione vengono portate avanti da Ong, comunità, associazioni, aziende e cittadini a livello locale, estirpando il fenomeno alla radice. Dello stesso parere è il primo report sulla corruzione Ue 2014: “I rischi di corruzione si rivelano più elevati a livello regionale e locale, dove le procedure per impedire gli abusi e i controlli interni tendono a essere più deboli rispetto al livello centrale”. Per il report infatti il Regno Unito (14° posizione Ipc) vanta la legislazione sulla corruzione più avanzata al mondo, ma evidentemente una buona legislazione non è abbastanza per aggiudicarsi il primato.

Le aziende – L’agenzia danese per lo sviluppo internazionale (Danida) ha stabilito delle procedure per riportare i casi di corruzione, provvedendo corsi di formazione e conducendo studi sulla gestione dei rischi. Inoltre, tutti i contratti di Danida includono una clausola in cui le compagnie sono forzate a firmare una dichiarazione anti concussione e corruzione. La declinazione o l’effrazione di tale clausola porta all’annullamento di tutti i contratti con Danida.

Le Ong – In Slovacchia l’iniziativa ‘Governo locale aperto’ promossa da Trasparency International punta al monitoraggio esterno della spesa pubblica, classificando 100 centri urbani in base a criteri quali: la trasparenza degli appalti pubblici; l’accesso alle informazioni; la disponibilità di dati d’interesse pubblico; la partecipazione; l’etica professionale e i conflitti d’interessi.

Le associazioni: L’associazione tedesca delle città e dei comuni sta diffondendo un opuscolo sulla prevenzione della corruzione negli appalti pubblici. L’opuscolo sensibilizza sui codici di comportamento, la rotazione del personale, l’osservanza del principio del doppio controllo, l’istituzione di autorità centralizzate per le gare, la descrizione dell’offerta e del controllo delle stime, l’organizzazione di procedure d’appalto, la promozione degli appalti pubblici elettronici, la documentazione relativa alla trasparenza e ai controlli e le liste nere delle imprese corrotte.

Le comunità locali – In Sierra Leone le iniziative di lotta alla corruzione al livello locale nel settore sanitario hanno portato ad un aumento del 250% dell’utilizzo delle infrastrutture mediche. In Bangladesh, Transparency International sta invece puntando al coinvolgimento dei giovani (Yes) nella lotta alla corruzione all’interno delle comunità, mobilitando oltre 5000 giovani volontari. In un paese in cui i 2/3 della popolazione afferma di dover pagare il pizzo per accedere i servizi pubblici, il compito dei comitati volontari è quello di offrire un’alternativa ai servizi corrotti, fornendo assistenza in campo educativo, sanitario e amministrativo. Tentano inoltre di rendere i governi locali più trasparenti promuovendo iniziative deliberative popolari, bilanci partecipativi, diffusione di dati sensibili, assemblee cittadine, e tecnologie per riportare le esperienze di corruzione. Gli Yes realizzano conferenze, gruppi di ricerca, editoriali, fumetti, manifestazioni culturali/sportive e addirittura giochi da tavolo e di ruolo per istruire le nuove generazioni al fenomeno. Le iniziative sono culminate nella grande manifestazione nazionale dell’Anti-Corruption Day.

Giornalismo– Come sappiamo il giornalismo investigativo è una delle più potenti armi della società civile contro il malaffare pubblico, ed è purtroppo costato la vita di numerosi operatori nel mondo. L’evoluzione di internet sta portando delle importanti innovazioni a questo mestiere. In un Paese come il Messico, dove la corruzione dilaga, dal 2000 sono scomparsi o stati uccisi oltre 100 tra giornalisti e operatori. L’organizzazione Free Press Unlimited in collaborazione con otto agenzie di stampa ha così dato vita a Mexicoleaks, una piattaforma multimediale di denuncia anonima per rivelare informazioni di interesse pubblico. Lo scopo è quindi quello di accrescere il fenomeno del whistleblowing, remando contro l’omertà e incoraggiando i cittadini ad aiutare i giornalisti.

Italia – Anche in Italia vi sono numerose pratiche virtuose che si muovono in queste direzioni. Avviso Pubblico è una rete di oltre 200 amministrazioni locali impegnate a prevenire la corruzione nelle strutture pubbliche. Riparte il Futuro è invece la più grande campagna digitale nazionale contro la corruzione. Promossa da Libera e Gruppo Abele, raggruppa quasi 850mila iscritti. Altri importanti esempi riguardano Open Polis, associazione promotrice di una piattaforma all’avanguardia per l’accesso ai bilanci pubblici, le attività dei politici e dell’amministrazione a livello locale e nazionale; mentre l’istituto Itaca si impegnata a garantire la trasparenza della spesa e degli appalti pubblici.

Purtroppo l’Italia non dispone di iniziative come gli Yes, Danida o di piattaforme nazionali di whistleblowing. Tuttavia, vi sono diversi interessanti progetti in corso: l’anno scorso la regione Sicilia ha promosso una procedura per le segnalazioni di illeciti, mentre il portale whistleblowing.it promuove la creazione di una legislazione che regolamenti il fenomeno. Su Evasori.info è possibile invece spifferare casi di evasione.

Ogni euro perso in corruzione è un euro tolto all’educazione, la salute e il futuro dei vostri figli. E’ frustrante vedere l’inefficacia amministrativa, ma se davvero volete combattere la corruzione iniziate a fare la vostra parte, diffondete e partecipate a queste iniziative o createne di nuove. Ognuno di voi può fare la differenza. Ispirate e lasciatevi ispirare.