Non si è trattato di un raptus, ma di un piano studiato, forse motivato dalla frustrazione di una persona respinta. E’ questa, in base ai primi rilievi della procura di Pordenone, l’ipotesi più plausibile per l’omicidio di Teresa Costanza e Trifone Ragone, trovati morti in auto martedì. Due ragazzi di evidente bellezza, che non passavano inosservati. Lui, soldato, appassionato di sollevamento pesi, aveva vinto la fascia di Mister Lignano. Gli investigatori sono ora alla ricerca di eventuali ombre legate alla storia d’amore dei due giovani: spasimanti, corteggiatori respinti. Il Corriere della Sera riporta che Ragone, sfogandosi con un amico, avrebbe detto di essere intenzionato a dare una lezione a un presunto terzo incomodo.

Gli uomini del raggruppamento investigazioni scientifiche (Ris) di Parma e i colleghi del reparto crimini violenti del raggruppamento operativo speciale (Ros) di Roma hanno partecipato in giornata a una riunione operativa al comando provinciale dei carabinieri di Pordenone. E hanno fatto un sopralluogo al palazzetto dello sport, davanti al quale si è consumato l’omicidio. Il killer ha atteso la coppia all’esterno della palestra, dimostrando di conoscere le loro abitudini, e ha atteso il momento giusto in una zona nascosta alle telecamere e poco illuminata. Quando i due sono saliti in macchina ha aperto la portiera dal lato passeggero, dove sedeva Ragone, gli ha puntato l’arma alla tempia e ha fatto partire il primo colpo a bruciapelo. Poi ne ha esplosi altri due alla testa di lui e due alla fidanzata. I proiettili sono calibro 7,65, “non una pistola che viene usata da killer professionisti”, secondo il procuratore della Repubblica di Pordenone Marco Martani. Questo, insieme all’evidente premeditazione – il palazzetto a quell’ora è molto frequentato, per cui l’azione deve essere stata preparata in anticipo – rafforzano l’ipotesi della pista passionale. Su cui si concentrano le verifiche degli inquirenti. Decine di persone tra parenti, amici e colleghi di Ragone e Costanza sono ascoltati negli ultimi due giorni.

L’appartamento in cui la coppia conviveva è stato messo sotto sequestro e c’è grande attenzione su tabulati telefonici, email e social network. “Stiamo anche visionando la videosorveglianza di tutta la città di Pordenone – ha detto Martani – poiché il fatto che le telecamere del palazzetto dello sport non abbiano ripreso nulla di rilevante non significa che altri impianti non abbiano immortalato, altrove, particolari preziosi. Sappiamo con certezza che chi ha agito, probabilmente da solo, lo ha fatto con estrema determinazione e freddezza“.

La giovane bocconiana, poco prima di essere uccisa, aveva confidato al gestore della palestra in cui era andata a prendere il fidanzato alla fine del consueto allenamento giornaliero di essere felice per la sua nuova occupazione presso una agenzia assicurativa. Ragone sarebbe stato inviato a breve a Milano nell’ambito dell’operazione Strade sicure prevista per Expo 2015.