La prestigiosa società svizzera, che produce i pregiati orologi da polso, ha rilasciato alcune dichiarazioni in una conferenza stampa ufficiale questa mattina a Ginevra. Il portavoce della società Jean-Paul Valy si è pronunciato sul caso Lupi e ha dichiarato che “Rolex vuole adire le vie legali per prendere le distanze dalla vicenda del ministro italiano Maurizio Lupi”.

“Rolex – ha aggiunto il portavoce della storica azienda – ha sempre avuto tra i suoi ambasciatori assolute eccellenze nei loro campi. Parliamo di Reinhold Messner, Paul Cayard, Roger Federer, Eric Clapton. E’ oltremodo sconveniente per la nostra azienda che i cronografi Rolex siano indossati da personaggi opachi della politica clientelare italiana. Benché svizzera, Rolex considera trasparenza ed eccellenza suoi capisaldi imprescindibili”.

Alcuni giornalisti hanno fatto notare che l’orologio in questione, un Rolex di ingente valore, è stato regalato non a Maurizio Lupi ma al figlio Luca, in occasione della sua laurea in ingegneria. Lapidaria la risposta del portavoce, che ha ricordato come dal 1905 l’azienda delle famiglie Wilsdorf e Davis, impermeabile alle lusinghe del mercato azionario, tramanda i principi familiari da genitori a figli. “Se i valori che tramanda Maurizio Lupi sono di altro tipo può sempre indossare dei Rolex tarocchi” ha tagliato corto Jean-Paul Valy.

Dal canto suo, il ministro Lupi sta affrontando la situazione con statura politica: durante l’audizione alla Camera dei Deputati, un commento del ministro sarebbe stato registrato a sua insaputa da un operatore presente in aula“Mi attaccano perché assomiglio a Mariangela di Fantozzi” avrebbe affermato il futuro ex-ministro. Sull’argomento il commento del portavoce di Rolex Sa: “Non sappiamo chi sia questa Mariangela ma ricordiamo che ogni cronografo Rolex è disponibile anche nel modello da donna”.

Voci di corridoio affermano che anche Mariangela sta pensando di adire le vie legali e che il suo avvocato sta verificando la presenza degli estremi necessari a instaurare un giudizio per lesione d’immagine.