“Il governo ritiri immediatamente la medaglia al merito consegnata ai figli di Paride Mori”. Prima un ordine del giorno approvato dal consiglio comunale di Reggio Emilia per chiedere a Roma un passo indietro, poi Andrea Capelli, capogruppo Pd, ha telefonato direttamente al sottosegretario Graziano Delrio per domandare “spiegazioni immediate sull’onorificenza”. Al centro della polemica, il riconoscimento conferito, il 10 febbraio scorso, Giornata del ricordo, all’ufficiale parmense del Battaglione Bersaglieri volontari Benito Mussolini, ucciso il 18 febbraio 1944 dai partigiani, proprio dall’ex sindaco del capoluogo di provincia emiliano romagnolo, su proposta di una commissione istituita presso la presidenza del Consiglio.

“Quel riconoscimento mal si concilia con una città come Reggio Emilia, medaglia d’oro per la Resistenza e patria dei fratelli Cervi, di cui peraltro Delrio è stato sindaco – sottolinea Andrea Capelli, capogruppo Pd in consiglio comunale a Reggio – quindi lo abbiamo contattato immediatamente, e ci è stata data conferma che il sottosegretario riesaminerà l’istruttoria, e che, se ci saranno i presupposti, nei prossimi giorni quel riconoscimento verrà ritirato”. Forse già il 23 marzo, appena qualche settimana dopo la Giornata del ricordo, quando la commissione esaminatrice dovrebbe riunirsi per riesaminare l’istruttoria.

Venuta a conoscenza della consegna della medaglia ai figli di Mori, infatti, l’amministrazione reggiana aveva approvato un ordine del giorno per chiedere al sottosegretario “immediate spiegazioni” rispetto alla decisione di attribuire al “fascista repubblichino” tale riconoscimento. E nemmeno il tweet di Delrio era bastato a placare le polemiche: “Se la commissione che ha vagliato centinaia di domande ha valutato erroneamente – cinguettava l’ex sindaco di Reggio Emilia, poi volato a Roma con il premier Matteo Renzi, a notizia sui giornali – il riconoscimento dovrà essere revocato”. Solo il dietrofront comunicato via telefono dallo staff del sottosegretario ai consiglieri reggiani ha momentaneamente calmato le acque, “ma ora quella medaglia al valore va ritirata”, precisa l’amministrazione.

Una richiesta condivisa da quasi tutti i partiti eletti in consiglio comunale a Reggio. Se, infatti, per Forza Italia un eventuale passo indietro “sarebbe da valutare, perché la vicenda va vista nella sua complessità”, come spiega al fattoquotidiano.it il capogruppo Claudio Bassi, il centrosinistra al timone della città vorrebbe invece che il governo si riprendesse l’onorificenza immediatamente.

“Mori – recita la mozione presentata dalla consigliera comunale reggiana Lucia Lusenti di Sel, poi approvata dalla maggioranza – l’8 settembre del 1943 scelse il fascismo invece di accettare i termini dell’armistizio firmato dall’Italia, aderì alla Repubblica di Salò, fu repubblichino e ufficiale parmense del Battaglione Bersaglieri volontari Benito Mussolini, e combatté al fianco della Waffen SS contro i partigiani, che lo uccisero in uno scontro il 18 febbraio del 1944. La nostra città, invece, ha forte in sé il radicamento antifascista ed è insignita dell’onorificenza di medaglia d’oro per la Resistenza per aver combattuto e sacrificato vite umane alla lotta contro il fascismo e alla liberazione dell’Italia. Dal governo ci aspettiamo delle scuse ufficiali”.