Travolti da un insolito successo. Accade anche questo, nell’Italia della Grande Crisi. E il fatto appare ancora più sorprendente se si considera che la novità arriva dal Sud, per la precisione dalla provincia di Lecce. Ma è la prova che se si sa lavorare bene e produrre oggetti belli, non c’è crisi che tenga e ci si può persino permettere il lusso di andare controcorrente. E’ quello che sta facendo Barbara Lisanti, con le sue borse e altri accessori (scarpe, portafogli, bracciali, collane, bijoux in genere) dipinti a mano, che riproducono, con la stessa cura di un dipinto su tela, i capolavori dei maestri della storia dell’arte (Klimt, Monet, Vermeer, Renoir, Dalì, Picasso, Van Gogh, Botticelli), rivisitati in chiave moderna con colori brillanti e assolutamente glamour, come si addice ad un marchio di moda. Ma ci sono anche paesaggi e disegni astratti, frutto dell’estro e dell’abilità degli artisti impegnati nella lavorazione: “Pensavamo che i dipinti famosi si vendessero meglio e per questo abbiamo iniziato con quelli. Ma poi ci siamo resi conto che anche i nostri soggetti originali piacciono molto”.

E’ l’arte portata addosso, anzi, “il dipinto a mano da indossare” (come recita lo slogan), una formula per “donne che non si vogliono omologare alla massa, dinamiche ed estrose, che esprimono la propria femminilità scegliendo, per i propri accessori moda, vere e proprie Creazioni Artistiche e uniche”. A prezzi, va detto, del tutto abbordabili. Ed evidentemente il messaggio è stato recepito. “Stiamo ricevendo un consenso inaspettato – dice Barbara Lisanti, una trentasettenne ligure trapiantata in Puglia, a FQ Magazine – tanto che dobbiamo per forza riorganizzarci”. Solo tre anni fa, Barbara, restauratrice e pittrice, lavorava in un call center, mentre il laboratorio di falsi d’autore era un hobby, non certo un’attività dalla quale ricavare un reddito. Poi le cose, nel call center, sono andate male e nell’attesa di trovare un’altra occupazione, tutte le energie sono tornate nel laboratorio. Dal quale, quasi per gioco, è uscita la prima borsa dipinta a mano. Poi è stato un crescendo, tanto che “quando mi hanno chiamato per un nuovo lavoro in call center, ho dovuto dire di no”. E ora la chiamano “stilista” (“Non ci sono abituata”, si schermisce).

E’ soprattutto nell’ultimo anno e mezzo che le creazioni col marchio “Arte Lisanti” (“per favore non chiamateli prodotti o articoli…”) hanno cominciato ad attirare l’attenzione del pubblico: prima tra gli amici, poi con il prezioso aiuto dei social network (14mila follower su Twitter, 12mila su Instagram, 1.700 su Google+, 17mila “mi piace” su Facebook, 2000 su Pinterest), perché non c’è una vera e propria rete di distribuzione, ancora: c’è solo una piccolo numero di venditori (cinque o sei negozi in tutta Italia e tre all’estero). Non c’è nemmeno un e-commerce (anche se contattando il sito “artelisanti.com” si può scegliere l’oggetto che sarà poi spedito a casa senza costi aggiuntivi: giusto il tempo di realizzare la creazione).  L’aumento un po’ tumultuoso dell’attività impone una ristrutturazione, una nuova organizzazione, cercando di mantenere un equilibrio tra le nuove esigenze commerciali e la qualità delle creazioni. Le borse e gli accessori, infatti, sono dipinti a mano uno ad uno da artisti professionisti, che riproducono nel dettaglio il disegno originario (viene anche fornita la certificazione di autenticità come si fa per i quadri veri e propri), con colori resistenti e metalizzanti, su materiali preziosi e, ora, tutti made in Italy: dalle pelli, al legno, ai metalli (oro e argento). Le borse arrivano da aziende produttrici di tutta Italia (le prime erano in ecopelle), che modificano i propri modelli per adattarli al disegno. Lo stesso per le scarpe: “Vogliamo proporre linee con prodotti di base curati”.

Ora che la domanda cresce, “anche tra noi stiamo riflettendo. C’è chi si vuole buttare a capofitto – confida Barbara Lisanti – e chi, come me, tira un po’ il freno; anzi io tento persino di fermare un po’ le vendite! Voglio mantenere la cura del prodotto e da questo discende il tipo di organizzazione: per esempio, se fare un e-commerce o rivolgerci ad una rete di rivenditori. Voglio essere sicura di cosa metto sul mercato”.  E’ una rivoluzione, per Barbara e i suoi colleghi (tra i quali la mamma, i fratelli e il compagno…). E il bello è che “nemmeno ci siamo ancora proposti ufficialmente sulla stampa specializzata. Lo faremo con la nuova organizzazione, probabilmente all’inizio del prossimo anno”. A breve arriverà un nuovo sito internet e ci sarà comunque un rinnovamento; il logo è già cambiato rispetto al primo: ora è un fiore stilizzato dal quale fuoriesce la sigla “BL” con la quale Barbara Lisanti ha sempre firmato le proprie opere. Ma il nome rimarrà lo stesso, “Arte Lisanti”: “E’ con quello che ormai ci conoscono. Ed è quello che mantiene vivo il nome della mia famiglia che mi ha sempre sostenuto”.