C’è stato un tempo, neanche troppo lontano, in cui i Muse di Matt Bellamy si contendevano con i Radiohead lo scettro di band regina del rock mondiale. O almeno questa era la percezione che avevamo noi italiani, che non solo ci ritrovavamo il trio inglese in vetta alle classifiche, ma su un po’ tutte le copertine delle riviste specializzate, forse complice la residenza lombarda del frontaman, all’epoca accompagnato con una ragazza comasca.

Del resto, coi circa diciassette milioni di copie di cd vendute, i Muse non sono certo da considerarsi marginali. Certo, non esattamente dei Beatles dei nostri tempi si tratta, ma pur sempre di una delle band più amate dal pubblico. Infatti la notizia del loro ritorno sulle scene è di quelle che meritano attenzione. Anche perché, stravaganti come sempre sono stati, sempre in bilico tra enfasi biblica e un immaginario in odor di apocalisse, i Muse non si limitano a anticipare la notizia del proprio ritorno, a tre anni dal precedente lavoro di studio The 2nd Law, il loro lavoro più fortunato, e a due dal disco dal vivo Live at Rome Olympic Stadium, ennesima riprova del forte legame dei tre col nostro paese, ma tornano direttamente con tutto un armamentario degno di un’invasione pacifica.

La notizia, infatti, che indica nel 9 giugno la data di uscita di Drones, avviene in contemporanea con la pubblicazione su Youtube del brano Psycho, non il nuovo singolo ma un brano estrapolato dalla tracklist in quanto adatto a far intuire le sonorità che i tre rockettari hanno ancora una volta istillato nelle loro canzoni. Il singolo, Dead Inside, quello ufficiale, uscirà il 23 marzo, con tutti i crismi promozionali del caso.

Nel mentre, cioè in questa manciata di giorni che ci separano da quella data, a partire da domenica 15 marzo fino a quel giorno, i Muse porteranno in giro per la Gran Bretagna lo Psycho UK Tour, durante il quale, fatto piuttosto inedito nel panorama della musica leggera, i nostri andranno a testare dal vivo i brani ancora inediti, tanto per farli assaggiare al proprio pubblico e per vedere la loro reazione. Certamente non per correre ai ripari in caso di una freddezza che, sia chiaro, difficilmente riscontreranno, ma per dimostrare come la dimensione live, che li vede accompagnati ormai da anni dal fido Chris Wolstenholme, sia quella a loro più congeniale.
Sorvolando sulle dichiarazioni di Bellamy, che nel parlare del titolo dell’album, Drones, si è lasciato andare a una lettura dei nostri tempi al limite del fantascientifico, parlando di tutti noi come di droni che utilizzano i droni, quelli veri, per non prendersi le responsabilità di quel che fanno, va detto che l’ascolto di Psycho ben ci fa sperare nei confronti del nuovo album.

Un rock bello tirato, quasi classico nel suo incedere, col riff giocato sui bassi che gioca sugli acuti del glissati di chitarra e sul noto falsetto di Bellamy (qui intento a accompagnare la chitarra con lo slogan “”I’m gonna make you a fuckin psycho”). Considerando che non di singolo si tratta, c’è davvero da leccarsi i baffi. Per la cronaca il video, che ci presenta la band in chiaroscuro, intenta a suonare, ci mostra scene degne di uno spinoff di Full Metal Jacket, con tanto di simil-sergente Hartman. A suo modo una chicca nella chicca.