La ricerca sull’Hiv prosegue e settimana dopo settimana arrivano buone notizie sul fronte della lotta all’AidsDopo la notizia della scoperta italiana delle “tane” dove si nasconde il virus arriva un studio pubblicato su Nature Communications che fa pensare a una possibile arma contro la malattia.

Si tratta di una sorte di forbice molecolare che neutralizza il virus dell’Hiv tagliando il suo materiale genetico come fanno i batteri per distruggere i nemici. Uno “strumento” capace quindi di prevenire l’infezione, curarla, e perfino di eliminare le copie latenti del virus annidate nell’organismo. La “forbice” è stata costruita utilizzando il sistema difensivo tipico dei batteri dal gruppo di ricerca coordinato da Juan Carlos Izpisua Belmonte, dell’americano Salk Institute.

Quando il virus penetra in una cellula, la sfrutta per moltiplicarsi: comincia a fabbricare copie del suo materiale genetico, che nasconde nel nucleo della cellula. In questo modo la cellula ospite diventa una fabbrica di Hiv, che produce nuove copie del virus da diffondere in tutto l’organismo. I farmaci anti-Hiv esistenti puntano a bloccare singoli passi di questo ciclo ma non tutti. Per ottenere un’arma più completa contro il virus, i ricercatori hanno utilizzato il sistema di difesa molecolare caratteristico dei batteri chiamato Crispr. Formato da sequenze ripetute di Dna, il sistema utilizza un enzima che funziona come una forbice per tagliare in punti specifici il Dna dei nemici.

“È un approccio elegante, anche se funziona ancora in modo parziale”, commenta il risultato l’immunologo Antonio Lanzavecchia, direttore dell’Istituto di Ricerca in Biomedicina (Irb) di Bellinzona. Le potenzialità sono notevoli, osserva la microbiologa dell’università Sapienza di Roma, Bianca Colonna. ”Per il futuro – aggiunge – possiamo immaginare forbici molecolari di questo tipo anche per correggere difetti genetici che causano malattie genetiche direttamente nell’organismo vivente, come una sorta di microchirurgia del Dna”.

Si tratta di “uno strumento dalle potenzialità molto forti perché la proteina batterica non crea danni nella cellula ospite e funziona solo a comando”. In questo caso i ricercatori hanno inserito nelle sequenze di Crispr una ‘guida’, costituita da Rna ossia il braccio destro del Dna, per riconoscere il virus e tagliare il suo materiale genetico nei punti giusti. Nei test sulle cellule il sistema ha fatto a fette il materiale genetico dell’Hiv come previsto, rendendolo inattivo e ha rimosso il virus nel 72% delle cellule.

Lo studio su Nature